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A forza di essere vento Gennaio 11, 2008

Posted by 0mrt0 in arte, intervallo, ricordi.
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Sono passati 9 anni ormai. Ricordo che mi alzai tardi, ora di pranzo, dal letto.
Mio padre mi disse “E’ morto De Andrè”. Ero in Sardegna, la mia isola e la sua adottiva. Viveva lì, a pochi chilometri da me.
Mi aveva da poco lasciato il suo ultimo lavoro, uno dei più belli, dei più complessi e dei più raffinati. Che ho aspettato per 6 anni.
Lo consumo ancora, come tutti gli altri.
Quindi gli devo un ricordo, almeno.

(continua…)

non è vero che mi dilungo spesso. non è vero Gennaio 4, 2008

Posted by 0mrt0 in cronache, intervallo, sistema, sogni, trani.
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TRANI. io e il mio amico siamo seduti, parliamo. cerchiamo di capire cosa sia il Male.

cioè, in realtà ci stiamo facendo fuori una vecchia bottiglia – glengrant: sull’etichetta c’è scritto 1980; tovata chissà dove, avanzo di una cesta natalizia (probabilità: 96 percent), che i settanta erano finiti da 10 minuti. l’odore è di alcol; il gusto meno pulito di quanto dice la pubblicità.

nel complesso ci sta, ci sta tutto. ci sta bene.

dicevo: stiamo cercando di capire cosa sia il Male. Lui dice che è il Sistema, i soldi che tutto giudicano; ce li hai: bene, non ce n’hai: sei un fottuto reietto, puzzi. L’assenza di Pensiero, dice il mio amico, ecco il Male. (continua…)

milano, roma, trani Gennaio 4, 2008

Posted by 0mrt0 in mrt.
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questo è il blog di backup di MRT (Milano-Roma-Trani).

ci trovate lì!

i miei 10 minuti di trasgressione Gennaio 3, 2008

Posted by 0mrt0 in internet, intervallo, mrt, rete, società.
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allora: c’hai presente l’inizio della Dolce vita?
c’è Marcello e c’è la sua amica molto ricca e molto annoiata e molto borghese. lasciano la festa – festa molto ricca, molto annoiata, molto borghese ecc.; sulla macchina di lei – e anche la macchina è molto ecc.
vanno a piazza del Popolo, caricano una mignotta, l’accompagnano a casa – casa molto povera, molto allagata – si chiudono nella sua camera da letto – molto ecc. – e…
la borghese per eccitarsi deve trasgredire, sentire l’odore di muffa.

insomma, tutto questo per dire che ho avuto i miei dieci minuti di trasgressione.
sono partito dal nuovo aggregatore che ha inserito MRT fra le sue fonti, Keypivot. [c'è il banner qui a destra, abbiamo ricambiato la cortesia].
ho guardato le notizie più lette – senza riuscire a capire più lette quando.
comunque, sono queste qui:
totale.jpg (continua…)

Ecopass o come si chiama lui Gennaio 2, 2008

Posted by 0mrt0 in milano, notizie.
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Oggi parte l’Ecopass a Milano. Prima città in Italia a far pagare per entrare in centro. Si sentono più proteste che elogi per questa misura. Il provvedimento certo nasce all’italiana: rinvii, compromessi, complicazioni, cambi di strategia su chi deve pagare e perchè, ingenuità nella comunicazione, commercianti che protestano, inefficienze, calcoli sbagliati su costi e benefici, aggeggi on line che non funzionano.

Eppure, per una volta, è giusto così. Si parte e basta. Scendete dalle macchine e camminate.

A trentun’anni avrei già dovuto Gennaio 2, 2008

Posted by 0mrt0 in Blogroll, arte, internet, libri, sogni.
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[questa l'ho trovata sul blog di Roberto Carvelli, qui per l'esattezza. mi piace molto e la propongo anche qui]

La sega è un attimo
di Alberto Calligaris

A trentun’anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale – invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l’affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d’anni
la sega è un attimo.

la (mia) foto dell’anno Dicembre 31, 2007

Posted by 0mrt0 in arte, luoghi, milano, ricordi.
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TRANI. una foto che ritrae chi ritrae una foto. foto che è un simbolo. negativo e positivo; che va oltre l’appartenenza e l’essenza (che poi vaglielo a dire tu, ad Haidi, che una fotografia di suo figlio che sorride è un simbolo; piangi tu, come ha pianto lei). l’unico omicidio rappresenta tutti gli altri omicidi, tutte le ossa rotte e le teste spaccate; la notte cilena e le mani alzate – in tanti e troppi sensi – a Bolzaneto.

e quindi c’è questa foto, fatta da non so chi (sta qui con le altre), che rappresenta, ferma, ricorda il restauro del graffito di via Bramante a Milano (’restyling’ hanno scritto, e fa un po’ ridere; ed è ancora più meta, esser contro la globalizzazione e parlar a-mmmericano), fatto il 21 luglio di quest’anno (21 luglio…). immagine di un’immagine di un’immagine. e quest’ultima – immagine – è simbolo e vale per sempre. per ricordare, non rifare, non sbagliare ancora.

e siamo sommersi nelle immagini, delle immagini delle immagini. delle immagini. ma di alcune abbiamo ancora bisogno, per dire tutto, senza il fiato e la contrazione delle corde vocali. senza parole. eccola qui, la (mia) foto dell’anno:

dance, dance, dance Dicembre 29, 2007

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Bancarelle, ovvero: Venezia viva (?) Dicembre 26, 2007

Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.
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di Matteo Scandolin

Che non si chiamasse tutta Strada Nova non l’ho mai saputo fino a qualche mese fa: quando per scoprire dov’è il ristorante giapponese ho saputo che quel tratto si chiama “Lista di Spagna”. Apperò. Strada Nova si sviluppa dalla stazione (cioè, lì si chiama Lista di Spagna) e t’accompagna quasi fino a Rialto: si ferma in un campo che si chiama Santi Apostoli: da lì hai l’unico cinema vero rimasto in città (il Giorgione: e pensare che qualche decina d’anni fa erano una ventina, i cinema), oppure puoi girare a destra e andare a Rialto, oppure tirar dritto e andare all’ospedale. Anche quella è una bella zona.

Strada Nova ti fa sfiorare il ghetto ebraico (con le sinagoghe, e una bellissima libreria piena di libri usati e rari, e un ristorantino niente male, giusto all’imboccatura del ghetto), mentre attraversa una parte della città. È una delle parti più famose ma ad alta concentrazione di veneziani: per capirci, se a San Marco o Rialto ci sono cento turisti, in Strada Nova a passeggio ne trovi sessanta, non troppi di più. Un mondo diverso, molto locale, anche se: se sei proprio intenzionato a conoscere i veneziani veri, ti conviene fare una fondamenta in più e camminare per la Fondamenta della Misericordia, oppure spingerti dall’altra parte della città a guardare l’altra laguna, Murano-Torcello-Burano, sulle Fontamenta Nove. O ancora: superar San Marco e arrivare ai Giardini, Via Garibaldi (unica via in tutta la città, in un mare di calli), Sant’Elena (con lo stadio). Quella è la Venezia vera, sempre più abbandonata a sé stessa: sempre più aggrappata a sé stessa, forse incapace di muovere un passo in acque diverse, che non siano filtrate dalle bocche di porto. Come se l’orizzonte dovesse sempre avere il Lido da una parte, e Porto Marghera dall’altra.

mercatino_natale.jpg (continua…)

L’isola di Utopia Dicembre 25, 2007

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Utopia è un luogo inesistente, e, insieme, un luogo bellissimo. Thomas More se lo inventa un secondo dopo la fine del Medioevo, nel 1516 – nel suo libro scritto nella lingua di noialtri, il latino, De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia.

2007 (quasi 2008) – 1516 = ?

isoletta.jpg
da Wikipedia:

“Raffaele Itlodeo, viaggiatore-filosofo, è il primo europeo a raggiungere l’isola di Utopia, una societas perfecta, creato dal suo primo re Utopo che con un opera titanica ha tagliato l’istmo che la congiungeva con il continente. Utopia è divisa in 54 città, tra le quali la capitale Amauroto. Utopia, a differenza dell’Inghilterra, ha saputo risolvere i suoi contrasti sociali, grazie ad un innovativo sistema di organizzazione politica: la proprietà privata è abolita, i beni sono in comune, il commercio è pressoché inutile, tutto il popolo inoltre è impegnato a lavorare la terra circa sei ore al giorno, fornendo all’isola tutti i beni necessari. Il resto del tempo deve essere dedicato allo studio e al riposo. In questo modo, la comunità di Utopia, può sviluppare la propria cultura e vivere in maniera pacifica e tranquilla”.

[tanto per dire: Erasmo da Rotterdam dedicò Elogio della follia a Thomas More]