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In forma? Novembre 30, 2007

Posted by 0mrt0 in cronache, internet, media, mrt, notizie, rete.
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Si parla di informazione su MRT.

Oltre che di qualità dell’informazione in Italia (su cui ci sarebbe molto da dire, ma non ora non qui), è interessante sapere quale informazione vogliono gli italiani.

 Proprio quello di cui parlava enpi poco fa

L’informazione, la notizia, la storia diventa tale perchè noi vogliamo che sia così? Io penso di sì, almeno in parte. E quindi in Italia che cosa diventa notizia?

Non sarà molto raffinato come indicatore, sicuramente qualcuno ne può suggerire di più intelligenti, ma la classifica degli articoli più letti sul corriere può dare un’indicazione.

Riporto quella di ieri.

Sembra che facessero notizia, più del resto, almeno nella tarda mattinata di ieri:

1_Che fine ha fatto Monica Levinski?

2_Il futuro dell’ultimogenito di casa Silvio

3_Amanda Knox & c.

4_Un ministro venezuelano ha un rapporto sessuale con una donna

5_Fini che, fuori onda, mena Silvio come un fabbro

6_L’isola dei Famosi

7_L’Aids, 11 casi al giorno

8_La crepa alla Tate Gallery fa molti feriti

9_Le collusioni Rai-Mediaset

10_Forza Italia si scioglie, anzi no.

Direi che bisogna arrivare al punto 7 per una notizia seria. Anche se ho il sospetto che quella notizia sia lì perchè si parla di rapporti sessuali.

Comunque sesso, sangue, reality show e berlusconi (?) sembrano le cose che ci interessano di più. E’ sconfortante ma non sono molto stupito. Mi stupisce (purtroppo) di più che non ci sia la notizia inquietante che lecoincidenzesistono riportava poco sotto.

Lo scrittore e giornalista americano Gay Talese ha detto “le notize, se non riportate, non hanno alcun impatto. Tanto valeva che non fossero mai accadute”.

Commenti»

1. esterina - Novembre 30, 2007

Si. Siamo noi a ‘pilotare’ la notizia. I giornali nutrono la nostra voglia di non leggere, di non riflettere, DI NON PERDERE TEMPO!
La notizia si adegua alla nostra p i g r i z i a generalizzata…..ed ecco le minchiate dei giornali….per non parlare dei telegiornali!!!! Spesso sembra che sia doveroso riempire quei due minuti finali con notizie definite “strane”, “bizzarre”, “curiose” e che a me sembrano solo stupide (alberghi per cani, bimbo di otto anni all’università, centri estetici invasi da uomini, il gelato è un pasto completo, a Natale si spenderà meno…..).
Sulla Gazzatta del Mezzoggiorno di qualche settimana fa, poi, (non sono molte le pagine) le otto pagine centrali erano dedicate a notize su abiti da sposa! (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

2. ilteatrodegliorrori - Novembre 30, 2007

ciao esterina,
pigrizia, sì certo.
aggiungerei che c’è anche un’indifferenza verso certe notizie che secondo me è lo specchio di un paese totalmente disilluso. Oggi per esempio, prima pag del corriere, la moratti indagata per consulenze d’oro in comune (notizia vecchia, tra l’altro, affrontata da report, il libro di offeddu e sansa e denunciata in consiglio comunale da basilio rizzo).
io lavoro a milano in un open space con circa 150 persone.
neanche un cenno a questo fatto, che so, un pò d’indigazione, un segnale di fumo.
qui sento parlare della data di uscita del cd di patrick lumumba.

3. enpi - Novembre 30, 2007

i giornali devono uscire tutti i giorni, i tg devono avere tot edizioni giornaliere.
i giornali hanno un numero di pagine definito dal numero di inserzioni pubblicitarie.

ora, il punto è: la qualità dell’informazione è così bassa perché chi legge e “s’informa” si accontenta, oppure sono i media che hanno abbassato l’aspettativa dei lettori/ascoltatori?

perché quando si parla ‘della gente che è stupida’ (vedi commenti sul post “Linearom ecc.”) ci si dimentica di due cose:

uno. che la gente siamo noi, quindi se la gente è stupida…

due. la cosa opposta: se nessuno è coglione, tutti sono coglioni (e quindi, certo, anche l’opposto dell’opposto: se tutti sono coglioni…)

@esterina
io non leggo la gazzdelmezzogiorno, ma la prossima volta guarda un po’ se ci sono, sullo stesso numero, degli inserzionisti che si occupano di abiti da sposa (fiere, venditori ecc.)

4. panettore - Novembre 30, 2007

Vi riporto l’elenco degli articoli più letti sul sito di un giornale serio, il NYT:

1. Six Killers: Lung Disease: From Smoking Boom, a Major Killer of Women
2. The 10 Best Books of 2007
3. For Toddlers, Toy of Choice Is Tech Device
4. Op-Ed Contributor: Penny Foolish
5. A Hoax Turned Fatal Draws Anger but No Charges
6. As Lenders Tighten Flow of Credit, Growth at Risk
7. Challenging Tradition, Young Jews Worship on Their Terms
8. Gail Collins: Paging the Lesser of 8 Evils
9. Spirits of The Times: Bourbon’s Shot at the Big Time
10. Unlocking the Benefits of Garlic

5. remo - Novembre 30, 2007

è un discorso complesso e, intervendo, rischio di essere frainteso, e non mi piacerebbe.
allora, un giornale deve – per la sua sopravvivenza – cercare di interpretare quel che vuole leggere la gente.
se non fa così chiude.
in spagne per esempio i giornali dedicano a volte le prime pagine e a volte otto pagine alla politica estera.
qui da noi chiuderebbero.

faccio anche il giornalista.
so per esempio che la cronaca nera è trainante. la gente – noi – legge volentieri delle disgrazie altrui.
è anche chiaro che a un certo punto un giornale ha due possibilità
1. fare il giornale spazzatura, dando in pasto ed amplificando notizie, specie condite col sesso
2. dosare la cronaca ad altro.

ecco su questa parola “altro” c’è da discutere.
per me giornalismo è soprattutto servizio: devo raccontare cosa capita, senza omissioni, reverenze, genufliessioni al potere politico.
devo essere la voce di chi non ha voce.
devo dare le piccole informazioni che servono alla gente comune: orari di cinema, veterinari, treni…

ora mi fermo e poi, magari, torno
ciao
remo

6. esterina - Novembre 30, 2007

@ remo

condivido il discorso della sopravvivenza. ma se un giusto equilibrio di notizie già ci fosse perchè allora vendono di più i giornali di gossip? Il punto non è che si legge anche di frivolezze ma che le frivolezze soono la maggior parte delle cose che si leggono. Allora c’è un problema.

In passato si diceva che i maestri erano troppo duri, non instauravano un vero dialogo con gli alunni, che le materie erano troppo distanti dalla quotidianità degli adolescenti. Vi chiedo d giuardare ora alla scuola……
possono gli alunni decidere cosa si deve insegnare a scuola?

Mi rispiego: se un giornale per vendere (e arrivare a più persone) ha bisogno, con indagini di mercato, di vedere cosa vuole la gente, è anche vero che la gente non può tramite le stesse indagini decidere cosa deve pubblicare un giornale. O no?
Perchè su Novella 2000 ci sono notizie di un certo tipo e le stesse sono anche sulla Gazzetta (con altro vestito…..ma quelle sono)? C’è sproporzione, o no?
e se sempre sulla Gazzetta a pg 24 (su più o meno 73)di oggi si comincia con Meredith, con la ragazza di 15 anni che si prostituisce per il cell, con “Maschi, la rivoluzione silenziosa ora per sedurre usano le coccole”…..io ho comprato solo 24 pagine (per non parlare di pagine intere di pubblicità) o no?

Concludo l’incasinato discorso dicendo che non si costruiscono teatri perchè la gente non è interessata (e non ci andrebbe) ma è anche vero che se si costruissero i teatri la gente si interesserebbe (e ci andrebbe pure).

7. enpi - Novembre 30, 2007

@remo
è giusto, Remo.
se si parla con i direttori di giornali e teleg., tutti dicono che gli italiani vanno pazzi per la ‘nera’, per il sangue.
se lo dicono tutti, sarà vero.

ma da cosa dipende?

non sarà che una delle cause è proprio la convinzione dei direttori (che gli italiani vanno pazzi per il sangue)?

non sarà che è più comodo parlare delle preferenze sessuali di Amanda & c (ché tanto chi la difende?) che occuparsi delle brutture (e delle bellezze) del Mondo?

che ’sbattere il mostro in prima pagina’ è più facile e fa sentire tutti meglio e migliori (vedi anche il post di oggi sul tuo blog)?

@panettore
grazie per il ‘riscontro americano’ ;)

8. lecoincidenzenonesistono - Novembre 30, 2007

allora:

@ esterina

troppo divertente il tuo elenco di notizie “curiose” in perfetto stile “studio aperto”. grande!
un’altra cosa: per esperienza: le 8 pagine centrali sulle spose, sono un redazionale. che poi è un termine tecnico per intendere “MARCHETTONE”!!!

baci

@ ilteatrodegliorrori

caro luca,
visto che hai lanciato la pietra, mi piacerebbe che tu approfondissi il discorso che stiamo portando avanti facendoci capire come vengono percepite certe notizie nel tuo “ambiente” milanese, e quali sono le dinamiche in atto da quelle parti.
aspetto un tuo post sull’argomento, sono molto curioso.

@ enpi

sei il solito filosofo, per diana!
affascinante comunque…

@ remo

c’hai preso in pieno e comprendo la tua contrizione.

@ panettore

grazie dell’apporto. mi ha fatto riflettere parecchio.
come dire: “A volte – forse – restiamo troppo autoriferiti”

a presto

9. globali - Novembre 30, 2007

Ok le responsabilità del pubblico (ne sono convinto), ma bisogna anche considerare quello che gli scienziati della comunicaizone chiamano “agenda setting”.
Secondo questa teoria, i mass media non ci dicono “cosa” pensare su un dato argomento, ma “di quali argomenti” si deve discutere. Definiscono, appunto, l’agenda degli argomenti. Per esempio, questa estate si discuteva molta degli ubriachi al volante. Anche oggi ci sono ubriachi che guidano, ma i giornali non ne parlano (o ne scrivono ni ventesima pagina) e di conseguenza noi non ne parliamo, nè andiamo a ricercare notizie al riguardo.
Allora, il fatto che, per esempio, i lettori del sito del Corriere leggano in maggioranza quelle notizie che avete citato può dipendere:

1) dal fatto che ne hanno parlato Matrix e Porta a Porta (e Tg1, Tg5, Tg2, Tg3, etc.) per due settimane di fila, facendole diventare oggetto di discussione “da bar”;
2) dal fatto che il Corriere.it le metta in posizioni strategiche, quindi più cliccabili;
3) dal fatto che la gente è assetata di storie di sesso e sangue.

Secondo me sono vere tutte e tre le cose. Si autoalimentano.

10. enpi - Novembre 30, 2007

@globali
perfetto! è qualcosa di simile alle profezie che si autoavverano.
[ovvero: se vado in un posto convinto che la cosa che farò andrà male, andrà male di certo].
e così se i giornali aprono tutti con la nera, perché ai lettori interessa la nera, va a finire proprio che ai lettori interessa la nera.

11. lecoincidenzenonesistono - Novembre 30, 2007

quello che ne consegue è che la comunicazione è l’arma del futuro. anzi, del presente e di una bella fetta del passato.

passatemi la banalità.