la (mia) foto dell’anno Dicembre 31, 2007
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TRANI. una foto che ritrae chi ritrae una foto. foto che è un simbolo. negativo e positivo; che va oltre l’appartenenza e l’essenza (che poi vaglielo a dire tu, ad Haidi, che una fotografia di suo figlio che sorride è un simbolo; piangi tu, come ha pianto lei). l’unico omicidio rappresenta tutti gli altri omicidi, tutte le ossa rotte e le teste spaccate; la notte cilena e le mani alzate – in tanti e troppi sensi – a Bolzaneto.
e quindi c’è questa foto, fatta da non so chi (sta qui con le altre), che rappresenta, ferma, ricorda il restauro del graffito di via Bramante a Milano (‘restyling’ hanno scritto, e fa un po’ ridere; ed è ancora più meta, esser contro la globalizzazione e parlar a-mmmericano), fatto il 21 luglio di quest’anno (21 luglio…). immagine di un’immagine di un’immagine. e quest’ultima – immagine – è simbolo e vale per sempre. per ricordare, non rifare, non sbagliare ancora.
e siamo sommersi nelle immagini, delle immagini delle immagini. delle immagini. ma di alcune abbiamo ancora bisogno, per dire tutto, senza il fiato e la contrazione delle corde vocali. senza parole. eccola qui, la (mia) foto dell’anno:

dance, dance, dance Dicembre 29, 2007
Posted by 0mrt0 in intervallo, sistema, società.Tags: bloc party, dance, flux, gozzilla, manga, mostri
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Bancarelle, ovvero: Venezia viva (?) Dicembre 26, 2007
Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.Tags: bancarelle, ghetto, la vera Venezia, Natale, Strada Nova, venezia
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Che non si chiamasse tutta Strada Nova non l’ho mai saputo fino a qualche mese fa: quando per scoprire dov’è il ristorante giapponese ho saputo che quel tratto si chiama “Lista di Spagna”. Apperò. Strada Nova si sviluppa dalla stazione (cioè, lì si chiama Lista di Spagna) e t’accompagna quasi fino a Rialto: si ferma in un campo che si chiama Santi Apostoli: da lì hai l’unico cinema vero rimasto in città (il Giorgione: e pensare che qualche decina d’anni fa erano una ventina, i cinema), oppure puoi girare a destra e andare a Rialto, oppure tirar dritto e andare all’ospedale. Anche quella è una bella zona.
Strada Nova ti fa sfiorare il ghetto ebraico (con le sinagoghe, e una bellissima libreria piena di libri usati e rari, e un ristorantino niente male, giusto all’imboccatura del ghetto), mentre attraversa una parte della città. È una delle parti più famose ma ad alta concentrazione di veneziani: per capirci, se a San Marco o Rialto ci sono cento turisti, in Strada Nova a passeggio ne trovi sessanta, non troppi di più. Un mondo diverso, molto locale, anche se: se sei proprio intenzionato a conoscere i veneziani veri, ti conviene fare una fondamenta in più e camminare per la Fondamenta della Misericordia, oppure spingerti dall’altra parte della città a guardare l’altra laguna, Murano-Torcello-Burano, sulle Fontamenta Nove. O ancora: superar San Marco e arrivare ai Giardini, Via Garibaldi (unica via in tutta la città, in un mare di calli), Sant’Elena (con lo stadio). Quella è la Venezia vera, sempre più abbandonata a sé stessa: sempre più aggrappata a sé stessa, forse incapace di muovere un passo in acque diverse, che non siano filtrate dalle bocche di porto. Come se l’orizzonte dovesse sempre avere il Lido da una parte, e Porto Marghera dall’altra.
L’isola di Utopia Dicembre 25, 2007
Posted by 0mrt0 in intervallo, libri, luoghi, sistema, società.Tags: comunismo, comunismo medievale, isola di utopia, more, tommaso moro, utopia
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Utopia è un luogo inesistente, e, insieme, un luogo bellissimo. Thomas More se lo inventa un secondo dopo la fine del Medioevo, nel 1516 – nel suo libro scritto nella lingua di noialtri, il latino, De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia.
2007 (quasi 2008) – 1516 = ?

da Wikipedia:
“Raffaele Itlodeo, viaggiatore-filosofo, è il primo europeo a raggiungere l’isola di Utopia, una societas perfecta, creato dal suo primo re Utopo che con un opera titanica ha tagliato l’istmo che la congiungeva con il continente. Utopia è divisa in 54 città, tra le quali la capitale Amauroto. Utopia, a differenza dell’Inghilterra, ha saputo risolvere i suoi contrasti sociali, grazie ad un innovativo sistema di organizzazione politica: la proprietà privata è abolita, i beni sono in comune, il commercio è pressoché inutile, tutto il popolo inoltre è impegnato a lavorare la terra circa sei ore al giorno, fornendo all’isola tutti i beni necessari. Il resto del tempo deve essere dedicato allo studio e al riposo. In questo modo, la comunità di Utopia, può sviluppare la propria cultura e vivere in maniera pacifica e tranquilla”.
[tanto per dire: Erasmo da Rotterdam dedicò Elogio della follia a Thomas More]
Auguri a tutti i compagni democratici Dicembre 22, 2007
Posted by 0mrt0 in idee, intervallo, nostradamus, sistema, società.Tags: auguri, auguri compagno ds, falce e martello, forza italia, garofano, partito democratico, quercia, ramo, ulivo
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MRT. e arriva l’innominato – innominato qui, almeno per ora. la Festa per eccellenza, quella che si fanno gli auguri e i regali.
e io, almeno gli auguri li vorrei fare, ad alcuni milioni di italiani.
comincio:
auguri a tutti voi, compagni democratici.
a tutti, ma in particolare a voi, compagni diessini: a voi che, dopo la perestroika e il Muro, non siete mai più stati comunisti, ma la falce e il martello, sotto la quercia, ce l’avevate.
auguri compagno diessino, che la falce e il martello te li han tolti poi, e ti hanno regalato il fiore del socialismo – che è più giusto e più bello.
auguri amico mio, che ora non hai più neanche un fiore, ma il tricolore come simbolo – no, niente fiamma per te, solo un restyling del logo del Cavaliere.
auguri compagno diessino. ecco un pensierino, un piccolo dono mio, per te.
spero ti piaccia, amico compagno diessino: l’ho fatto io, con le mie manine belle, e con tanta cura.

Il paese che rende folli!!! Dicembre 21, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, media, notizie, roma, sistema, società.Tags: Asterix, esterno, incidenti, ispettori, lavoro, manager, ministero, Obelix, populismo, pubblica amministrazione, sicurezza, sindacato
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Ricordate le 12 fatiche di Asterix? La peggiore era senza dubbio “La casa che rende folli”
ROMA. A Roma c’è un ufficio dove gli ispettori del Lavoro dovrebbero fare al più presto un controllo: è l’ufficio degli ispettori del Lavoro. Coloro che per mestiere verificano il rispetto delle norme nei cantieri, nelle società private o nelle amministrazioni pubbliche, tutti i giorni vanno a lavorare in una sede dove le regole vengono violate sistematicamente.
La palazzina si trova in vicolo D’aste, al Portonaccio, un quartiere di Roma famoso per i resti archeologici. E a questa particolarità sembrano liberamente ispirati i sistemi di sicurezza e le dotazioni in uso agli ispettori del Lavoro. In questo palazzo le uscite di sicurezza sono inagibili, per ripararle bisognerebbe chiamare una ditta ma non ci sono i soldi. Manca il certificato di prevenzione incendi, per ottenerlo ci vorrebbe un progetto di ristrutturazione della sede redatto da un professionista, ma non ci sono i soldi. L’impianto di riscaldamento non funziona, perché la caldaia si è rotta, andrebbe aggiustata ma non ci sono i soldi. In questi giorni la temperatura nei locali è di 10 gradi, per scaldarsi i dipendenti si sono attrezzati con le stufette elettriche, ma ormai ce ne sono troppe, spesso salta la corrente e si resta tutti al buio. Eh, non ci sono i soldi!
Ti è mai successo? Sì, davvero: è successo anche a te? Dicembre 20, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, società, trani.Tags: cassandra, dannato, dannazione, distanza, lontananza, massa, mondiali, telecronaca
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Ti è mai successo di trovarti per strada, una di quelle sere strane, di vicinanza collettiva: chessò c’è l’Italia che gioca ai Mondiali e tu per un cazzo o per l’altro (cazzo = motivo) non sei ancora davanti al televisore e vivi la voce del telecronista spe-zze-tta-ta?

A tratti; ti avvicini, ti allontani dalla finestra, dalla fonte, ti riavvicini, riallontani, e così via.
Sei escluso dall’immagine collettiva, da quello che tutti stanno vedendo; ne hai un riflesso, ne sei lontano.
Ma quella distanza non è un problema, per te. Ci sei abituato.
Battiato diceva: “restare calmo e indifferente, mentre tutti intorno a te fanno rumore-ee”. Così – o, almeno, una cosa del genere. se ti è successo, se ti succede: continua a leggere…
son pazzi codesti francesi! Dicembre 20, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, internet, rete.Tags: foto, francia, italia, Laure Manaudou, rete, sprecando internet
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e sì che lo si sapeva. è bastato solo scrivere “laure manaudou” e son arrivati li francisi (a centinaia)!

‘Sprecare internet’ (4): Laure Manaudou e Rudy G. Dicembre 19, 2007
Posted by 0mrt0 in idee, internet, rete, sistema, società.Tags: Amanda Knox, foto Manaudou, garlasco, Laure Manaudou, Miami Vice, perugia, populismo, Rudy Guede, sangue, ThyssenKrupp
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questo è un post populista. bene dirlo subito.
per il De Mauro – Paravia:
po|pu|lì|smo
sm
2 TS polit., estens., spreg., atteggiamento politico di esaltazione velleitaria e demagogica dei ceti più poveri.
nei giorni scorsi una delle piccole sfere che compongono la rete s’interrogava sul perché in quella stessa piccola sfera (come anche nelle altre piccole sfere tangenti) non si stesse parlando di Torino e della ThyssenKrupp.
ora: negli ultimi tre giorni la rete è invasa dalle foto di Laure Manaudou, fanciulla poco più che ventenne, con diversi record del mondo (no, non quello che stai pensando tu – tu che hai visto le foto). la diffusione è virale: ieri le foto erano su libero, excite, corriere.it, gazzetta ecc.: ovunque. [non sai chi è Laure Manaudou? meglio per te, probabilmente. comunque è quella che, stravinta non so che gara – 200sl, credo – ha fatto questo con le dita:

di certo ora sappiamo che non era un cuore! – sì, tu che hai visto le foto, m’hai capito] continua a leggere il post populista!