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Un oceano di saggezza nella provincia dell’ipocrisia Dicembre 6, 2007

Posted by 0mrt0 in cronache, internet, luoghi, milano, notizie.
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Ieri mattina all’alba arrivava a Milano il Dalai Lama.
Premio Nobel per la pace nel 1989, massima autorità del buddismo tibetano.
Traduzione letterale: oceano di saggezza.
E’ venuto per parlare di pace, di armonia. E non di politica.
Qui non si vuole parlare della sua storia però, anche perchè cercando in rete si trova quello che si vuole.

Qui si parla di provincia.

Europa provincia del Mondo, Italia, Lombardia, Milano.
Da giorni si parla di come gestire l’arrivo del Dalai Lama. Da giorni la Cina pressa. Gli incontri con Bush e Merkel hanno profondamente irritato Pechino.
E così in Italia si sceglie la solita strada: imbarazzo, nascondino, rimbalzo.
Ho un altro impegno. Dimmi tu che cosa devo fare. E speriamo che la visita passi inosservata.
Quindi:
Milano: nessun politico lo incontra in veste ufficiale, pare forse solo dopo un bel po’ di tentennamenti, il presidente della Regione, ma non ditelo troppo in giro, perchè magari perdiamo il voto della Cina per l’Expo 2015. La Provincia e il Comune lo incontrerranno, se hanno tempo, in veste non ufficiale.
Italia: Emma Bonino lo incontra, lo fanno entrare in Parlamento, forse. In una saletta secondaria.
Europa: Sarkozy durante la sua ultima visita nel grande paese afferma “la Cina è una sola”.
Mondo: Google, si sa, ha censurato la parola Tibet, dalla versione del motore di ricerca che usano in Cina. Il Papa non lo incontra, un giornale di Hong Kong dice che ci sono dei motivi.

Due milardi e seicento milioni di braccia e di gambe che lavorano per pochi dollari l’ora fanno comodo a tutto il mondo. Che lavorano e in più iniziano a consumare.
Specialmente se stanno in un paese che possiede il 10% del debito pubblico americano e ci si fanno buoni affari.
Un fantasma si aggira per l’Europa.
Se la Cina lo ordina.

Commenti»

1. demi4jesus - Dicembre 6, 2007

Ma come siamo bravi noi italiani a darcela a gambe quando giunge la “strizza”… ci riusciamo così bene…Evviva i convenevoli e le convenienze… Sono commossa… ” Ci perdoni sig Dalai Lama… siamo troppo occupati a farci i fatti e gli interessi nostri per riceverla… mi consenta…”

2. maviserra - Dicembre 6, 2007

E’ una vergogna, siamo così bravi, noi italiani, a star dalla parte dei “deboli” ma quando si tratta di “metterci la faccia” e rischiare di intaccare i nostri interessi, ecco un fuggi fuggi generale!..

3. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 7, 2007

bel pezzo.
però permettetemi un commento secco, una volta tanto: CHE FIGURA DI MERDA!

E ho sentito anche qualcuno – che siede in parlamento – che ha avuto il coraggio di dire che l’importanza che si da al Dalai Lama è una questione di “moda”… L’ignoranza di questo commento non ha bisogno di sottolineature credo: non si tratta di cedere alle mode ma di rispettare i fondamenti dei diritti civili e della democrazia e l’accoglienza del Dalai Lama in Italia non è stata per niente all’altezza.
Sono note e documentate le violazioni ripetute e programmate da parte delle autorità cinesi, dei diritti civili, religiosi e di identità culturale del popolo tibetano. Una giusta accoglienza al Dalai Lama sarebbe servita a testimoniare l’impegno politico dell’Italia per la democrazia e i diritti umani, soprattutto dopo che per una volta ci eravamo distinti in positivo per la risoluzione ONU contro la pena di morte.

Ma ancora una volta ha vinto il valsente sul valore. E la paura dei “grandi” che questa italietta si porta dietro da sempre ha avuto la meglio.