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Eppure lo sapevamo anche noi Dicembre 15, 2007

Posted by 0mrt0 in Nord, Sud, bari, cronache, luoghi, milano, notizie, ricordi, roma, sogni, trani, venezia.
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Leggo: Milano come Cittadella.

E non riesco a commentare, mi affido a Ritals.

eppure lo sapevamo anche noi
l’odore delle stive
l’amaro del partire
lo sapevamo anche noi

e una lingua da disimparare
e un’altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
lo sapevamo anche noi

e la nebbia di fiato alle vetrine
il tiepido del pane
e l’onta di un rifiuto
lo sapevamo anche noi

questo guardare muto
di chi non si può fermare
e la santa carità del santo regalare
lo sapevamo anche noi

il colore dell’offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alle vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto

Dal disco: Da questa parte del mare   

Titolo: Ritals

Parole e musica : Gianmaria Testa

Commenti»

1. Eppure lo sapevamo anche noi | PlanetNews - Dicembre 15, 2007

[...] leggere la notizia originale: cliccate qui Se sei il responsabile del sito internet da cui è tratto questo articolo e non vuoi più [...]

2. enpi - Dicembre 15, 2007

si stanno togliendo l’ultima maschera: ognuno vale quanto guadagna; ognuno è ciò che guadagna.
ora è ufficiale.
e.

3. demi4jesus - Dicembre 15, 2007

Fantastico questo testo…
io mi vergogno di dovermi dire “parte” di un popolo così arrogante che ha dimenticato il tempo in cui anch’esso arrancava tra le strade di un paese straniero…
E guardiamo gli altri solo in funzione di ciò che possono darci… come capitale.. che viscida sentenza…

4. Albert1 - Dicembre 17, 2007

Eccomi di nuovo con un commento impopolare…
Ne ho già scritto, con altri toni ed in altra forma, ma ho un’idea ben precisa riguardo questo tema.
Al solito, sono necessarie alcune premesse che non pregiudicano il concetto:
l’Italia, purtroppo è piena di pezzi di m***a, e questo tipo di iniziative (ordinanze, leggi, decreti) rischiano sempre di essere utilizzate come strumento di estorsione ai danni dei più deboli (racket che procura finte attestazioni di impiego o reddito, vigili urbani o altri addetti al controllo che si fanno pagare per “chiudere un occhio” e così via). Questo però non può far si che non si colga la reale estensione di queste norme, nella loro sostanza giuste e logiche.

demi: non la vedrei tanto in termini di quanto ci possono portare (ben poco), ma di quanto ci possono togliere, e non solo in senso economico: siamo di fronte ad un fenomeno incontrollato, cui non siamo assolutamente abituati ne’ preparati. Semplicemente non abbiamo le risorse per ospitare persone che non siano in grado ed intenzionate a contribuire legalmente al sostentamento dell’intero Paese.
Qualora un immigrato non possa provvedere a se’ stesso in prima battuta, come possiamo anche solo immaginare di tenerlo qui ? Può vivere di elemosine ? Quanto è facile e consequenziale la sua caduta in giri poco leciti ? Quanto alla fine rischiamo di rendergli (e di renderci) un pessimo servizio ?

Il paragone con i nostri emigranti, per quanto romantico, non regge: a parte il fatto che i nostri avi sono stati trattati anche peggio, stiamo parlando di un’altra epoca. Chi nei primi del 900 si imbarcava con la famosa “valigia di cartone” verso la “terra delle opportunità” (sono nipote e figlio di gente così), partiva con la voglia di lavorare (sul serio) e doveva soddisfare bisogni primari, in altre parole aveva FAME. Il rituale dello “spidocchiamento” a Ellis Island per quanto potesse sembrare degradante, era accettato come necessario e vi assicuro che ben pochi si lamentavano: oggi, per una frazione di quello che i nostri avi dovettero sopportare si scatenerebbe l’ira di dio.

Idem per quelli più recenti, ovunque siamo andati abbiamo dovuto rispettare regole di ferro ed in oqgni caso non solo ci abbiamo guadagnato, ma abbiamo *aggiunto* al paese che ci ospitava, non *sottratto*.

Sono dell’avviso che pagnotta e bottiglia d’acqua non si debbano negare a nessuno ed in nessun caso, ma da qui ad accettare indiscriminatamente gente “a modo” e nullafacenti a rischio crimine 90% che vengono qua solo perchè a casa loro non c’è più nulla su cui mettere le mani senza fatica (si legga rubare), ci passa un oceano.

Dato che non è possibile fare esami di coscienza alle frontiere, ne’ tantomeno test psicoattitudinali per capire in quale categoria ricada l’immigrato, credo che gli unici sistemi per evitare problemi futuri (o per limitarli al massimo) siano: un controllo sul suo passato a livello documentale (già difficle di suo), ed un altro sulle sue capacità di reddito.
L’immigrato non va visto come una vacca da mungere, siamo tutti d’accordo, ma non può nemmeno essere che lui veda noi allo stesso modo.

Scusate se sono prolisso, ma… sono prolisso. ;)

5. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 17, 2007

Caro Albert, siamo almeno in due ad essere impopolari.
Meno prolissamente (mi hai risparmiato parecchie parole) ma assolutamente d’accordo con te.

6. ilteatrodegliorrori - Dicembre 17, 2007

Cari tutti,
In realtà l’emigrazione italiana nel ‘900 è un fenomeno non paragonabile sicuramente all’immigrazione cui assistiamo ora.
Vero.
Vero anche che il modo in cui molti emigrati italiani sono stati “accolti” è stato peggiore di quello in cui si accoglie oggi.
Vero? Così così secondo me. Almeno qui a Milano, che si proclama città europea e poi prende Cittadella come modello.

Comunque diciamo che è vero, accogliamo meglio.

Io aggiungerei per fortuna.

E aggiungerei anche che magari il problema non lo sappiamo gestire, magari ci sono difficoltà incredibili, sicuramente non si risolve facendo paragoni nostalgici con l’emigrazione italiana dei primi del ‘900.
Però mi aspettavo, come dire, da un popolo che fino a 30/40 anni andava all’estero con la “fame”, che so, solo un pò più di umanità.
Per non essere frainteso, il problema c’è, e va affrontato. I flussi vanno regolati, le persone controllate.
Solo che per chi è già qui, ora vedo nello sguardo delle persone, degli italiani, solo odio e diprezzo per l’immigrato. Non me lo sarei aspettato. Tutto qui.

7. ilteatrodegliorrori - Dicembre 17, 2007

Aggiungerei un’altra cosa, a proposito di dare e togliere. In Italia abbiamo bisogno come il pane di immigrazione. Quella che avviene nella legalità e la rispetta, intendo.

8. Albert1 - Dicembre 17, 2007

Mo’ vi sparo altre 4 cartelle di commento…. ;) No, scherzo, dai.

Dove chiedi chiedi, è difficile riscontrare odio e disprezzo a priori, tutti sono mediamente ben disposti verso l’immigrato, il problema è che siamo forse un tantino troppo esigenti: appena poco poco uno “sgarra” è subito “dagli allo straniero”.
Questo è vero, ma c’è da tenere conto che è necessaria un’intelligenza superiore alla media per capire che magari certi comportamenti sono frutto di un diverso retaggio culturale, e che tante cose che noi vediamo male per altri sono regolari, fatte in buona fede. Quanti possono e quanti vogliono mettersi lì ad analizzare tutte le culture europee e non, per comprendere se quel determinato gesto fatto dal romeno o dal senegalese è un’offesa o no ?

Però, sinceramente, ritengo che questo sia un problema di chi viene qua, e che se lo debba risolvere da se’.
Se io emigrassi, starei molto, ma molto attento a come mi muovo, a cosa dico e cosa faccio, chiederei a chi è lì da prima, sicuro non mi metterei a fare il “guappo” come invece purtroppo molti fanno, “tanto in Italia si sta bene, fai come ti pare”.

Riguardo il bisogno di immigrazione non so. Non so davvero.
Sei così sicuro ?

9. enpi - Dicembre 17, 2007

Albert, permetti una stupidata (nel senso di ‘domanda stupidotta’)?

quanti ’stranieri’ ti hanno fatto del male?
[personalmente, dico; proprio a te]

non è che realmente ci stanno insegnando l’odio?
e.

10. ilteatrodegliorrori - Dicembre 17, 2007

Caro Albert,
Cerco di riassumere che anch’io tendo ad essere prolisso :) .
A parole mi sembra di sì, hai ragione, se parli con la gente ti dice che è ben disposta.
Poi però io vedo dei comportamenti che mi fanno pensare. Cioè a parole sono tutti solidali e comprensivi. Forse si è sbagliato prima, sarà che qui al nord il numero di immigrati è molto elevato già da anni (a milano sono il 13% della popolazione, mica pochi, solo quelli dichiarati, poi).
Io vedo per le strade, negli occhi della gente altro: indifferenza, diffidenza, odio. Ti dirò di più. Paura. Io stesso ho scritto il post perchè mi accorgo che, inconsciamente, se incontro due italiani in un vicolo a Milano sono più tranquilllo che se incontro due maghrebini.
Lo trovo sbagliato, questo atteggiamento. E sono d’accordo con enpi, ce lo stanno insegnando l’odio.

Quando c’è stato l’episodio di roma, lo stupro e l’omicidio orribile di quella povera donna, sono uscite delle statistiche sui rumeni incredibili. I furti commessi dai rumeni sono il 25%, le rapine il 30% gli stupri il 40%… Nessuno ha scritto che le percentuali erano sul totale degli immigrati e che i rumeni sono la comunità più numerosa. Per forza le percentuali sono le più alte.
Settimana scorsa l’istat pubblica una ricerca. I maggiori casi di violenza sulle donne sono commessi da italiani tra le mura domestiche.
Questo, attenzione non vuol dire che non si deve controllare il fenomeno, che non si deve richiedere legalità.
Ma dall’italia, ripeto, mi sarei aspettato un atteggiamento diverso rispetto al problema, vista la sua storia. Forse solo un pò più d’umanità, ripeto.

Sul bisogno di immigrazione (nella legalità ribadisco), assolutamente non ho dubbi.
Faccio solo degli esempi che sono già stato troppo prolisso:

Dal punto di vista economico: lavoro, al nord c’è bisogno strutturale di forza lavoro.

Dal punto di vista sociale: siamo un paese di vecchi. Gli unici bambini che nascono sono immigrati. E per me un paese di vecchi è un paese che muore.

Dal punto di vista culturale: se la civiltà fa un passo avanti, possiamo puntare a una società in cui non abbiamo la presunzione di insegnare solamente a queste persone, ma anche di imparare da loro. Dalla loro cultura.
Questo è il punto più difficile, ma anche il più importante, per me.

Scusate ancora la lunghezza, ma la questione è complessa, sono sicuro che Mrt ci ritornerà su. Che, in fondo, si tratta proprio di una questione di centro/periferia.

11. Albert1 - Dicembre 17, 2007

enpi: male fisico no, non ci sono riusciti. Male in senso di danni si. E parecchi. Male in senso di danno esistenziale (chiamiamolo così) pure. Diciamo che su un arco di dieci anni, senza andarmela a cercare, ho avuto 8 “contatti”. Di questi, 6 ad opera certa di stranieri e 2 con “dubbio” per non averli sentiti parlare.
E’ vero che vivo e lavoro in un posto tra i più tartassati di Roma, però c’è dire che un po’ prevenuto sono.

iTdO (+ enpi): l’odio non si insegna, però si favorisce, si fomenta, si coltiva e si strumentalizza. Questo è certo. E che qualcuno abbia deciso di usarlo è ancor più certo (se possibile). Infatti anche senza essere teorici del complotto come me :) è sufficiente seguire il trend delle notizie e delle voci per intuire una manovra con finalità ben precise, oppure tante piccole manovrine sequenziali ognuna per aggiustare il tiro di quella precedente. Purtroppo gli esseri umani sono governati da pochi e semplici istinti di base (che poi sono
stati col tempo lucidati, infiocchettati e chiamati in mille altri modi): fame, sonno, istinto riproduttivo, paura. Ormai da secoli chi ci vuole controllare ha capito che deve fare leva su questi e posto che fame, sonno e sesso sono difficili da “guidare”, ci si è buttati sulla paura. Paura degli “altri”, paura dei comunisti,
paura dei terroristi, infine paura degli stranieri. Un testa a pera come G.W.Bush è riuscito a convincere un paese come l’America che c’era da aver paura dei musulmani, quanto potrà mai essere difficile far credere agli Italiani (per quanto smaliziati) che il romeno è brutto e cattivo ?
Serve, tutto questo ? Urca se serve. Serve perchè quando spargi m**da ovunque (ed è quello che fanno i nostri “rappresentanti” eletti al governo facendo entrare indiscriminatamente cani e porci e lasciandogli fare quel
che vogliono finchè non è troppo tardi), poi basta così poco per farsi belli agli occhi del popolo: nessuna fatica, un’azione dimostrativa e la gente pecorona va a finire che ti ringrazia pure.
Crea il malcontento di nascosto, fallo montare, poi fai finta di risolvere il problema che tu stesso hai creato ed ecco il consenso a pioggia.
Ovvio che sia strumentalizzato.
Il problema, ragazzi, è nell’immediato. E’ quando finisci di discorrere amabilmente dei massimi sistemi, torni coi piedi per terra e ti accorgi che mentre eri nelle nuvolette della filosofia qualcuno ti ha ciulato le scarpe. In questo senso le statistiche ed i numeri mi fanno ridere, sono una falsa “oggettivizzazione” (se potrà dì “oggettivizzazione”?) che però quando tocca a te, ci fai la birra: il “pollo di Trilussa”.
Servono solo a portare la gente di qua e di là, dove serve e quando serve, tranquilli che non le calcolo nemmeno.
Di nuovo, posso anche essere d’accordo sulla necessità di forza lavoro, ma poi il primo ragazzo che sento lamentarsi perchè non trova un posto ed è costretto a fare il “bamboccione” lo ficco a testa in giù nel pozzo di una qualsiasi miniera del Sulcis. La storia che “fanno i lavori degradanti che noi non siamo più disposti a fare” fa pena. Fa pena perchè ormai i lavori “degradanti” sono davvero pochi, fa pena perchè sa di razzismo “in nuce” (tu sporco negro pulisci cacca cavallo che io non mi sporco mani), fa pena perchè è vecchia come il cucco e non incanta più nessuno.
Fa pena perchè se fosse vera, vorrebbe dire che i primi scemi siamo noi. Stiamo lì a lagnarci che non c’è lavoro, poi quello che c’è lo facciamo fare a gente che viene da fuori. Bravi !

La cosa triste è che *è così*.

E’ così perchè nonostante tutto ed ancora oggi, l’italiano medio quando pensa al lavoro pensa al caro vecchio “posto fisso statale”, quello che ti fa prendere il mutuo liscio liscio, che ti da’ l’appartamento, che ti paga ferie e malattia, che ti permette uno status decente, basta che hai studiato un po’ e hai i giusti santi in paradiso. Se non è così, allora è “degradante”, e lo devono fare gli immigrati.

Io prenderei i circa 4 milioni di dipendenti statali e parastatali che ci sono, li metterei a lavorare sul serio e poi vediamo quanto c’è ancora bisogno di manodopera d’importazione. Ci vediamo quando sono riusciti ad imparare un mestiere e ne riparliamo.

Insomma, si è capito che non ce l’ho con gli stranieri ?

12. esterina - Dicembre 17, 2007

ALBERT

appoggio in pieno ciò che dici. Secondo me a pensarla diversamente si è buonisti: e a me il buonismo ha stancato.

13. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 17, 2007

Hai ragione Albert. Maledettamente ragione.

14. ilteatrodegliorrori - Dicembre 17, 2007

Interessante il tuo intervento, non condivido molto di quello che hai scritto, ma rimando l’interessante discussione a un post futuro che merita approfondimenti.

Solo per chiarire un paio di cose, io non mi riferivo al vecchio discorso dei lavori degradanti (su questo in particolare mi riprometto di tornare che ci vuole un approfondimento), non consideravo il tuo intervento razzista, non pensavo che tu ce l’avessi con gli immigrati.

Per dirlo con una tua (ben riuscita) immagine, il problema che vedo io, è che ormai in Italia stiamo solo attenti a non farci rubare le scarpe. Se ci distraiamo un attimo e ce le fanno, sicuramente è stato un rumeno.
Questo mi intristisce.

Ciao
iTdO (grazie anche per l’acronimo, oltre che per la discussione) ;)

15. Albert1 - Dicembre 17, 2007

esterina: è che io sono buono, ma non buonista. E odio Veltroni.

LcnE (ci ho preso gusto): purtroppo è uno dei casi in cui avere ragione mi rattrista…

iTdO: La condivisione mi fa felice, la comprensione mi soddisfa! ;)
Mai pensato che ti riferissi al vecchio discorso e che mi credessi razzista: ho usato le due immagini perchè fanno parte della storia.
L’acronimo ci vuole perchè a scrivere il nome tutto insieme mi si intrecciano le dita! :D

Ma lo sai che non mi ritrovo più le scarpe ? Se becco quel romeno…

16. enpi - Dicembre 17, 2007

@Albert
quando dici che il Sistema
“deve fare leva su questi e posto che fame, sonno e sesso sono difficili da “guidare”, ci si è buttati sulla paura. Paura degli “altri”, paura dei comunisti, paura dei terroristi, infine paura degli stranieri”.

e qui ti seguo.
ma non ti seguo sui ‘filosofi che si fan fregare le scarpe’.
io, personalemente, ho avuto un solo ‘contatto’, come lo chiami tu, a Milano. [niente scarpe; un portafogli che mi è stato restituito, su mia espressa richiesta]
qui a Trani mai.

la domanda, ora, è: ma tu, con italiani, in questi dieci anni? quanti ‘contatti’?

e poi, l’ultima domanda: ma se non esistesse il problema?
se i ‘barbari’ (nel senso latino del termine: ‘bar-bar’) alle porte e dentro casa, fossero congeniti agli imperi; se fosse normale che i poveri mettano sotto assedio i confini dei ricchi?

ultimissima: per te c’è un problema? e, visto che dici “ragazzi, guardiamo all’immediato”, come pensi che si possa risolvere?
[non facendo lavorare di più i dipendenti statali, giusto?]

@esterina
buonista è una parola abusata.
io e lecoincidenzenonesistono, un po’ di tempo fa, abbiamo registrato il dominio http://www.malismo.it: altro che buonisti, ce li mangiamo a colazione (almeno io :) )

17. Albert1 - Dicembre 17, 2007

enpi: mi dai ottimi spunti, devi solo avere un po’ di pazienza, che preparo il solito polpettone ;) poi copio e incollo.

Grazie !

18. enpi - Dicembre 17, 2007

ah, Albert!

solo per dirti che è un piacere ‘parlare’ con te. non abbiamo un’idea una, in comune; ma è in questi casi che diventa un piacere ‘discutere’, quando ci si confronta con persone leali quanto te, che sono arrivati a Plutone mentre tu vai verso il Sole.

domani pomeriggio pubblico una cosa che ho scritto ieri:
“L’impossibilità di una rivoluzione”.
l’apprezzerai! :)
ciao
enrico

19. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 17, 2007

@ enpi:

giusto per dirti che non ho cambiato abitudini alimentari.
Solo – ho scoperto – che i buonisti all’amatriciana sono altrettanto buoni di quelli alle cime di rapa.

E’ più facile trovarli però.

20. enpi - Dicembre 17, 2007

Ste, lo so lo so. com’è? non lo so?

era solo una scusa per citare il malismo!
da quando l’ho fatto non riesco a smettere d’inserire smiles, faccine e altro [un bambino piccolo sono, ecco...]

w il malismo!
e.

21. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 17, 2007
22. Albert1 - Dicembre 18, 2007

Questo commento al volo solo per scusarmi per aver promesso una risposta e non aver mantenuto.
Tutt’oggi sono stato fuori rete, e stasera ho giusto questi pochi secondi.

A domani, così faccio in tempo anche a leggere con la dovuta attenzione l’ultimo articolo…

23. enpi - Dicembre 18, 2007

ti concediamo altre 24h!
(scherzo, alb!)
e.

24. Albert1 - Dicembre 19, 2007

Arieccomi.
Non so se si è capito ma raramente commento in linea, quindi capita che scriva alle ore più strane o semplicemente non scriva ;)

In genere non mi piace “citare” quando rispondo (mi sembra un’inutile pedanteria), ma visto che sono passati tre-quattro commenti in mezzo e che la questione è articolata, mi tocca. Quindi, enpi, perdona i “quote”.

>quando dici che il Sistema
>“deve fare leva su questi e posto che fame, sonno e sesso sono difficili da “guidare”, ci si è buttati >sulla paura. Paura degli “altri”, paura dei comunisti, paura dei terroristi, infine paura degli
>stranieri”.
>e qui ti seguo.

Questa era la parte facile !!! ;)

>ma non ti seguo sui ‘filosofi che si fan fregare le scarpe’.

Oh, tieni conto che tra i “filosofi” mi ci metto pure io. Non vorrei aveste pensato che io faccio quello “duro e puro” alla Bossi e dico che chi discorre del problema e non agisce da uomo è una checca.
A parte che conosco gay che tirano certe mazzate che fanno paura, ma in ogni caso io filosofeggio parecchio.
Poi magari (se serve) meno pure. Ma fondamentalmente filosofeggio.
La cosa era più riferita al fatto che mentre noi (e come noi tutti gli italioti) stiamo lì a gingillarci con i numeri gentilmente forniti dall’ISTAT (che quando chiude e mandano tutti a zappare la terra non è mai troppo tardi), numeri che oltretutto hanno la presunzione di essere oggettivi pur non essendolo, dicevo mentre stiamo lì a dire “che bello, si è abbassata la criminalità”, ci torna a casa nostra sorella con lo zigomo rotto perchè l’hanno buttata a terra per fregarle il telefono.
Il già citato “pollo di Trilussa” vale sempre: ok, le rapine scendono da “x” a “x-10″, grazie a questo o a quel saltimbanco che così la prossima volta lo rivotiamo. Sono contento, diminuiscono le probabilità di essere rapinato, ma a qualcuno dovrà pure toccare: e se quel qualcuno sono io ? La statistica non mi aiuterà.
Purtroppo a questo livello c’è ben poco da fare, e le soluzioni a mio avviso sono tutte empiriche, magari sulla pelle degli altri, questo sì, ma comunque empiriche.
Posto il sacrosanto e già citato diritto a panino, boccia d’acqua e coperta, prima soluzione è non permettere l’ingresso a chi potenzialmente è pericoloso.
Poi si potrebbe cercare di investire qualcosina di più nell’efficienza delle Forze dell’Ordine, visto che stanno lì per garantire sicurezza e che li paghiamo. Dico nell’efficienza, perchè non è vero che manca il personale (come dicono in giro), è che il personale che c’è lo mandano a perdere il tempo e i soldi: non possono dirmi che non ci sono mezzi e persone disponibili finchè rimane da 15 anni una volante con due agenti h24 davanti alla casa vuota di un ex-presidente della Repubblica che tra l’altro non ci ha mai abitato (per chi è di Roma parlo di via Serafini a Bravetta ex casa Scalfaro).
Insomma, tutto pur di evitare quell’estrema ratio della difesa autonoma (chi ha fatto un giro sul mio Blog sa di cosa parlo) che finchè viene messa in atto da gente con la testa sulle spalle può far bene, ma altrimenti rischia di diventare cura peggiore del male.
In definitiva, questo è il motivo per cui avallo le norme tendenti a controllare e limitare l’immigrazione, di cui all’inizio del post.

>la domanda, ora, è: ma tu, con italiani, in questi dieci anni? quanti ‘contatti’?

Oh, quanti ne vuoi: un certo Tremonti, applicando uno strumento diabolico ideato un paio di anni prima dal dinamico duo Prodi-D’Alema, mi ha SCIPpato la casa. Un cert’altro (sicuramente italiano) dirigente INPS ha fatto in modo che la stessa casa finisse svenduta ad un suo compagno di merende (italiano anche lui) piuttosto che a me che ne avevo diritto. Poi uno che nonostante il cognome è italiano anche lui (tal Padoa-Schioppa) che cerca in tutti i modi di non farmi lavorare, solo perchè non mi nascondo dietro una cooperativa o non cerco l’appaltino statale.
Solo esempi, ma vedi ormai sono arrivato al punto che se non viene minacciata l’incolumità fisica nemmeno mi preoccupo più. Esistono gli avvocati, e in tribunale per fortuna non ti mena nessuno.
Ad oggi la mia priorità è rimanere vivo ed in salute (sto anche cercando di smettere di fumare).

>e poi, l’ultima domanda: ma se non esistesse il problema?

Questo vorrebbe dire che io, ne’ povero, ne’ ricco (ma sempre relativamente sia povero che ricco), così come te e tutti noi, siamo destinati a prendercela sempre nel didietro. E questo non esiste.
Soprattutto perchè, quando mi attaccano devo sopportare perchè sono quello ricco, e se poi io attacco uno più ricco di me, mi bastonano. Se i “barbari” sono accettabili, allora sono barbaro pure io.

>ultimissima: per te c’è un problema? e, visto che dici “ragazzi, guardiamo all’immediato”, come pensi
>che si possa risolvere?
>[non facendo lavorare di più i dipendenti statali, giusto?]

No, no, a non lavorare ci pensano già loro ! :D
Intendevo dire che 4.000.000 tra stato e parastato, eredità di 60 anni di DC (più di 60, perchè non so se ve ne siete accorti ma al governo ci stanno loro ancora oggi), di favoritismi, nepotismi, cuginismi, politiche creatrici di fantozziane figure mitologiche tipo “assistentecoordinatorediterzolivellocondelegaemansionidisottosegretarioaggiunto”, sono un po’ troppe, tutte sulle spalle di chi lavora davvero.
Quindi suppongo che la carenza di manodopera di cui sopra (che renderebbe necessaria l’immigrazione) sia fondamentalmente causata dal fatto che i 3.800.000 dipendenti statali “di troppo” stanno lì alle loro scrivanie piuttosto che in fabbrica o nei campi, ove sarebbe più opportuno (e produttivo) che fossero.

Ripeto: una soluzione nell’immediato può essere solo “chiudere i rubinetti”, ma finchè la mentalità statalista, finto-marxista, cattobuonista che ci caratterizza non verrà completamente stravolta, non vedo luce per il futuro.

Troppo pessimista ?

25. Albert1 - Dicembre 19, 2007

OOOOPS!

>[non facendo lavorare di più i dipendenti statali, giusto?]

Mi era sfuggito il “di” tra “lavorare” e “più”, quindi ho interpretato male la domanda. OK, per fortuna il concetto l’ho espresso lo stesso.

Mi sto invecchiando, mi perdo le parole…

26. enpi - Dicembre 19, 2007

ok, Alb, ho letto tutto.

[solo una cosa su quanto hai scritto:
io intendevo con 'problema' quello degli immigrati. e quindi la domanda era 'e se l'immigrazione' non fosse un problema?]

poi, per restiruirti la cortesia, ti accenno al mio mondo ideale.
lo so mi prenderai per scemo, ma eccolo qui:

è un mondo in cui i dottori guadagnano quanto gli operai, bene (il giusto). in cui i dottori fanno i dottori non per arricchirsi e ricevere/scambiare favori, ma per passione, perché ci sono nati, dottori.
un mondo in cui si lavora tutti e non più di cinque ore al giorno. in cui tutti hanno una stanza e mezza per vivere (una coppia avrebbe un trilocale).
un mondo in cui ci sia un solo dentifricio e poche macchine tutte uguali (nere, magari), senza le chiavi.
in cui chi pensa è apprezzato. in cui tutti pensano.
ecc.

ciao
e.

27. Albert1 - Dicembre 19, 2007

Ho una mia teoria per cui il “Mein Kampf” è la conseguenza diretta del tentativo di applicazione del “Capitale” in un mondo che non è (e purtroppo non sarà mai) pronto a comprenderlo.

Chi parla con me (anche chi mi conosce bene) non riesce mai a capire se io sia di “destra” o di “sinistra”: questo succede perchè da bravo utopista quale sono, non le vedo nessuna delle due.

Non ti ho preso per scemo, comunque. ;)

28. enpi - Dicembre 19, 2007

rossi e neri tutti uguali?
no, scherzi a parte la tua teoria sul MK è una ca*ata pazzesca, Albert. non mi pare neanche il caso di stare a parlarne.

ps
si vede benissimo che non sei né di dx né di sx.
e si vede ‘di che cosa’ sei :)

c’è un libro che ti consiglio, fa per te.
l’ha scritto un mio amico cinque, sei anni fa; parla della strage di Waco, edito da Stampa Alternativa (nuovi equilibri).
ttolo esatto: “Waco. Una strage di Stato americana”.

(lo saluto: ciao Carlo!!!).

e.

29. Albert1 - Dicembre 19, 2007

Non lo è, non lo è…
So che riassunta così sembra assurda, e forse “conseguenza” non è il termine adatto, meglio “reazione”.
E “rossi e neri tutti uguali” ha un suo fondo di verità, anche senza andare a tirare fuori quell’ovvietà per cui gli estremi si toccano.
Una cosa è certa, la politica in se’ è “di sinistra”. Da qualsiasi parte la guardi.

Intermezzo-premessa: NON mi metto qui ad esporre tutta la storia che se no tra botte e risposte intasiamo i server di wordpress :) , in parte commento qui anche “l’impossibilità di una rivoluzione” (che mi hai lasciato appeso col continua…, te vojo ammazzà) e soprattutto sto andando fuori tema come pochi, se esiste un organo di controllo di MRT spero vorrà scusarmi…

Il problema è nella natura umana e si palesa quando l’individuo è in un qualsiasi modo costretto a far parte di un gruppo (dove per gruppo vale anche due).

La parità è impossibile, il fifty-fifty non regge. Addirittura il concetto di “stecca para” (divisione in parti uguali) che aveva diversificato la Banda della Magliana dalle altre organizzazioni criminali e ne fa (ad oggi) uno dei più fulgidi esempi di lealtà sociale (aspetta che mi metto la tuta d’amianto per proteggermi dai flames), è venuto meno ed il suo mancato rispetto ha causato il crollo di tutto il castello.
Questo è il motivo principale del carattere fortemente utopistico del comunismo e dell’impossibilità della sua realizzazione. Alla fine c’è sempre uno sopra ed uno sotto. E non tanto perchè ci sia qualcuno che vuole per forza comandare (come si potrebbe pensare), ma perchè c’è qualcun’altro che ha bisogno di essere comandato.

Non si spiegherebbe altrimenti come possa ancora stare in piedi la nostra classe politica.

Ed ecco allora il “grande dittatore”, colui che coglie la cosa e dice: “ma visto che tutta questa gente è così pecora, perchè non togliere di mezzo quelle altre vocette che dissentono e fare tutto da me”? E, in particolari momenti storici, ci riesce pure. La classe politica viene eliminata, sostituita da meri esecutori di un pensiero singolo (che poi questo sia strumento di qualche altra “testa” superiore poco conta).

Una cosa è certa: più il popolo è pecorone, più è facile che prendano il sopravvento certe situazioni. Più il sistema è organizzato, meno teste servono per controllarlo. A mio modo di vedere, un sano individualismo e soprattutto la costanza di “rompere le balle” sempre e comunque, ogni volta che una cosa è giudicata male, sono i pilastri su cui si può reggere una società sana.

Ce l’ho sempre addosso la tuta antifuoco ? Si, bene, vado avanti.

Esempio Beppegrillo. Un simpatico e panzuto nanerottolo genovese. Si sapeva che avrebbe “creato problemi”, già da quando si limitava a fare il comico. Solo una arguzia eccezionale ed un tempismo incredibile, manco potesse prevedere il futuro, gli hanno permesso di non fare la fine della Guzzanti (che comunque non aveva lo spessore), anzi di raggiungere una popolarità senza pari. Qualche santo un giorno gli ha regalato un computer e gli ha spiegato come collegarsi ad Internet e lì è partito il missile.
Lui è presente a se’ stesso, i primi temi su cui ha cominciato a muoversi erano cose che lo toccavano personalmente (non voglio sapere quanti soldi ha buttato in obbligazioni argentine), l’individualismo e la consapevolezza di poter “fare” qualcosa hanno funzionato. La volontà e la costanza per “rompere le balle” non gli sono mancate di certo, anzi ha fatto del “rompiballismo” la sua bandiera. Ha capito quali sono i tasti da toccare, sa che la politica come la vediamo oggi ha i giorni contati, non ha funzionato Silvio, ha fallito Romano, all’orizzonte abbiamo solo Walter, non ci sono belle prospettive…
Però…
Però, chi si aspetta la”rivoluzione” targata Beppe rimarrà deluso. Perchè alla fine ci è riuscito, dice che non ha intenzione di “scendere in campo”, lui, ma alla fine (se pur con grazia ed eleganza infinitamente superiori) ha fatto il bis di Forza Italia: ha raccolto sotto il suo ombrello una massa incredibile di gente, gente esasperata, gente devota, gente che oggi lo seguirebbe pure nelle fiamme dell’inferno.
In altre parole ha messo su un altro nuovo bel partito.

E che partito !

Intendiamoci, tanto di cappello alle intenzioni e al metodo, massimo rispetto per i temi trattati e tutto, ma stringi stringi, una lista civica cos’è ? Una banca etica cos’è ?

Lungi da me mettere a paragone i due individui, ma il caro vecchio Marrazzo di raitre, il giustiziere mascherato e difensore degli oppressi, dove si è andato meschinamente a sedere ? Beh, fatte le proporzioni, Grillo potrebbe tranquillamente finire presidente del consiglio.

Questo a significare che, per quanto buone siano le intenzioni, e per quanto uno ci metta il cuore (oltre che la testa), si arriva sempre ad un punto in cui il “sistema” (che sta lì seduto e ti guarda con il ghigno di Andreotti – così per dare un’idea visiva) ti acchiappa e ti addomestica.

Quindi, se è per me, si fot***se pure lui.

Ti ringrazio per il consiglio letterario (stasera me lo vado a cercare), e chiudo con una domanda:

Considerato tutto quanto fin qui detto, ‘di che cosa’ sono ? :D

30. enpi - Dicembre 19, 2007

gli uomini non sono tutti uguali e bene così.
il fine del socialismo reale non è ‘rendere’ tutti uguali. semplicemente è: distibuire in modo uguale le risorse.

su ‘di che cosa’ sei, mi permetto solo perché me lo chiedi e facciamo che è un gioco.

allora: non ti piace essere definito, nel senso di appartenere a un’entità/partito.
a questo punto è importante la tua età.
ma, prescindendone, direi che a sedici/diciotto anni hai preso un’infatuazione: direi Lega se sei nato negli anni settanta o prima. altrimenti qualcosa di nero (di ‘nuovo’)se sei più giovane (‘ordine’, ‘forza’ ecc.).

oggi ti danni per quella tua ‘discesa in campo’. non hai votato a tutte le elezioni, ma alle ultime sì.
incredibilmente hai votato Prodi – ‘Berlusconi a casa!’.

in generale hai sempre avuto una certa simpatia per i ‘comunisti’, ma non hai mai dato il tuo voto a falci e martelli.
in un’altra vita, forse. ma in questa no! :)
per la Dc e i nuovi democristiani hai una repulsione dannata (ed è il nostro punto di contatto, del resto). quelli, mai mai mai.

quindi, mi butto:
alle ultime elezioni Rosa nel pugno.
in precedenza An (e/o Lega, ma la Lega dieci anni fa).

che mi dici? :)
e.

31. enpi - Dicembre 19, 2007

ah! non esiste alcun ‘organo di controllo di MRT’: sono solo pettegolezzi
(sei troppo forte)

32. esterina - Dicembre 19, 2007

caro albert1.. continuo a darti ragione. Volevo solo lo sapessi. è così. è prooooprio così.

33. Albert1 - Dicembre 19, 2007

Eheheheheh… vedi che sono “sfuggente”?
Allora scopro le carte:

Età: 38 anni

Impostazione generale (per amicizie, luoghi di residenza, eccetera) degli anni adolescenziali: destra (MSI di Almirante, F.d.G.) il tutto in un ambiente familiare agnostico-socialista.
Importante: nessun rapporto con la chiesa se non la prima comunione per far contenti i nonni.

Breve “militanza” giovanile in ambiente destrorso senza alcuna soddisfazione, (ma non me ne pento, non più di quanto mi penta di aver sprecato il mio tempo con uno Spectrum invece di comprarmi subito il C64), primo voto da maggiorenne (atto dovuto): MSI (ancora esisteva).

Non ho mai saltato una votazione o un referendum, ne ho mai dato “voti di protesta”. Fino alla nascita di Forza Italia ho votato Radicale, ma la prima (ed unica) tessera di partito (sorpresa, sorpresa!) è proprio quella di Forza Italia.

Incredibile, eh ? OK, tranquillo, non l’ho rinnovata per il 2008.
Hanno sbagliato, tanto. E mi hanno rotto le palle. Ma Berlusconi a casa non ce l’ho mandato io.

Avrai capito che la deduzione sulle ultime elezioni è errata, e comunque Prodi, in quanto democristiano, non l’avrei mai e poi mai votato.

La simpatia per i ‘comunisti’ è azzeccata.
Perlomeno quando prendiamo la parola ‘comunista’ nel senso di persona istruita, aperta, laica, con cui è un piacere scambiare le idee davanti ad una bottiglia di vino. Tieni conto che una piccola parte della mia infanzia si è svolta in Emilia, tra cooperative, “Pepponi” e lambrusco. Credo di esser stato “contaminato” lì. :)

In ogni caso odio i dogmi, quindi non succederà mai che io discuta di qualcosa a priori prima di essermi documentato almeno il doppio del necessario (quando ti cito il “Capitale” è perchè me lo sono spulciato bene bene).

Al momento attuale non ho tessere, nemmeno quella dell’autobus. No, non è propriamente vero: sono membro sostenitore della National Rifle Association, ma in Italia non conta. :D

Rosa nel pugno ? E che roba è ?

34. Albert1 - Dicembre 19, 2007

esterina: anche dopo l’ultimo commento ? ;)

35. esterina - Dicembre 19, 2007

enpi

mi sfugge qualcosa del tuo discorso.
fammi capire. distribuzione delle riccheze vuol dire che:
un ragazzo che finisce la terza media, capisce che studiare proprio non fa per lui, comincia a fare l’operaio è giusto sia pagato quanto uno ragazzo che va oltre la terza media, liceo, arriva all’università (magari.. chessò… medicina) e dopo dieci anni ne regala 4 allo stato per andare in chissà quale ospedale d’italia ed iniziare a 40 anni ad avere una debole speranza di carriera?

non ti sembra un tantinino ingiusto?
Dal tuo discorso sembra quasi che il lavoro sia una vocazione (una sorta di ‘chiamata’) e che poi tutti noi possiamo concretamente fare quello che vogliamo
(in questo caso il dottore è un piccolo tafazzi che dalla nascita si picchia sui genitali cn una bottiglia di plastica. Hai capito il masochista!)

=)

PS con questo non intendo fare una valutazione di valore. nessuno è meglio di nessun altro! e mi sembra anche stupido doverlo puntualizzare. però cavolo deve esserci meritocrazia! possiamo discutere sui criteri di giudizio. Ma è sacrosanta.

o no?

36. esterina - Dicembre 19, 2007

Albbert1

si.
anche dopo l’ultimo commento.

37. enpi - Dicembre 19, 2007

sono i radicali, albert, i radicali… :)

oh, avevo deciso di scrivere che secondo me avevi 38 anni (o almeno dai 35 ai 45) ma poi ho deciso di sopprassedere.

allora, sono forte o no?
preso tutto, direi (a parte la lega, ma avrai/hai simpatie, di cert).
ora smettiamo.
ciao
e.

38. Albert1 - Dicembre 19, 2007

>sono i radicali, albert, i radicali…

Ah si ? Vedi che al tempo feci bene a passare a FI ?

>allora, sono forte o no?

Azz, nostradamus! ;)

Per quanto attiene alla Lega, non nascondo che abbiano *alcune* buone idee. Vediamo quando schiatta Bossi (non è per tirargliela, eh ? Solo che lo vedo maluccio, poverino)…

>ora smettiamo.

Peccato, ci avevo preso gusto ;) Mi sa che l’organo di controllo allora c’è… Aaaargh!!! Il PolitBuro !!!!

esterina: non pensavo. Allora non sono tanto “impopolare” ;)

39. esterina - Dicembre 19, 2007

Albert1: non sei impopolare su tutto. Qualcosina…

=)

40. lecoincidenzenonesistono - Dicembre 20, 2007

enpi e albert1…

me fate tajà!!! :D