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la (mia) foto dell’anno Dicembre 31, 2007

Posted by 0mrt0 in arte, luoghi, milano, ricordi.
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TRANI. una foto che ritrae chi ritrae una foto. foto che è un simbolo. negativo e positivo; che va oltre l’appartenenza e l’essenza (che poi vaglielo a dire tu, ad Haidi, che una fotografia di suo figlio che sorride è un simbolo; piangi tu, come ha pianto lei). l’unico omicidio rappresenta tutti gli altri omicidi, tutte le ossa rotte e le teste spaccate; la notte cilena e le mani alzate – in tanti e troppi sensi – a Bolzaneto.

e quindi c’è questa foto, fatta da non so chi (sta qui con le altre), che rappresenta, ferma, ricorda il restauro del graffito di via Bramante a Milano (‘restyling’ hanno scritto, e fa un po’ ridere; ed è ancora più meta, esser contro la globalizzazione e parlar a-mmmericano), fatto il 21 luglio di quest’anno (21 luglio…). immagine di un’immagine di un’immagine. e quest’ultima – immagine – è simbolo e vale per sempre. per ricordare, non rifare, non sbagliare ancora.

e siamo sommersi nelle immagini, delle immagini delle immagini. delle immagini. ma di alcune abbiamo ancora bisogno, per dire tutto, senza il fiato e la contrazione delle corde vocali. senza parole. eccola qui, la (mia) foto dell’anno:

Commenti»

1. demi4jesus - Gennaio 1, 2008

Mi viene da commentare con il verso di una nota poesia di Quasimodo: “Sei ancora quello della pietra e della fionda uomo del mio tempo…”
Che quest’immagine possa aiutarci a ricordare per non sbagliare ancora… per superare le barriere che ci rendono schiavi… per evitare spargimenti di sangue.. per evitare il male…
Che questo anno ci rammenti quanto è preziosa questa vita… e quanto intensamente andrebbe vissuta condita di sana libertà… giustizia e rispetto reciproco…
Vi auguro un anno “vero” ragazzi… all’insegna della riscoperta quotidiana di ciò che siamo… per non dimenticare ciò che “siamo stati” e tingere il nuovo presente di valori rinnovati…

2. enpi - Gennaio 1, 2008

“evitare il male”, mi piace molto.
sarà un grande anno, demì!
e.

3. Albert1 - Gennaio 3, 2008

Non c’è che dire, è una bella immagine.
Non tanto l’immagine che c’è dietro (che comunque è un graffito fatto decisamente bene), ma l’immagine come la vedi tu e come sei riuscito a farla vedere a noi.
Uno di quei “simboli” che racchiudono concetti universali, la vittima sacrificale del pensiero di “qualcun’altro”.

Troppe volte ho sentito parlare in difesa di questo ragazzo ed altrettante volte ho sentito dargli addosso. Ma non è lui il problema (se non nella misura in cui ha fatto una fine meschina, ed il lutto altrui va sempre e comunque rispettato).
Il problema è chi gli ha dato modo di pensare che facendo quello che ha fatto avrebbe ottenuto qualcosa, chi lo ha convinto che non fosse più grave di una bravata da stadio, chi lo ha buttato in mezzo a quel casino (casino che meritava solo di essere ignorato) e poi si è tirato indietro a guardarsi tutto alla televisione, comodamente seduto in poltrona.

Purtroppo la storia ce lo insegna: chi alla fine si becca la pallottola è sempre l’ultimo stronzo. I casi in cui il bersaglio è quello “giusto” si contano sulle dita di una mano.