A forza di essere vento Gennaio 11, 2008
Posted by 0mrt0 in arte, intervallo, ricordi.Tags: Fabrizio De Andrè
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Sono passati 9 anni ormai. Ricordo che mi alzai tardi, ora di pranzo, dal letto.
Mio padre mi disse “E’ morto De Andrè”. Ero in Sardegna, la mia isola e la sua adottiva. Viveva lì, a pochi chilometri da me.
Mi aveva da poco lasciato il suo ultimo lavoro, uno dei più belli, dei più complessi e dei più raffinati. Che ho aspettato per 6 anni.
Lo consumo ancora, come tutti gli altri.
Quindi gli devo un ricordo, almeno.
A trentun’anni avrei già dovuto Gennaio 2, 2008
Posted by 0mrt0 in Blogroll, arte, internet, libri, sogni.add a comment
[questa l'ho trovata sul blog di Roberto Carvelli, qui per l'esattezza. mi piace molto e la propongo anche qui]
La sega è un attimo
di Alberto Calligaris
A trentun’anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale – invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l’affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d’anni
la sega è un attimo.
la (mia) foto dell’anno Dicembre 31, 2007
Posted by 0mrt0 in arte, luoghi, milano, ricordi.Tags: bolzaneto, carlo, carlo giuliani, diaz, g8, genova, sangue, via bramante
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TRANI. una foto che ritrae chi ritrae una foto. foto che è un simbolo. negativo e positivo; che va oltre l’appartenenza e l’essenza (che poi vaglielo a dire tu, ad Haidi, che una fotografia di suo figlio che sorride è un simbolo; piangi tu, come ha pianto lei). l’unico omicidio rappresenta tutti gli altri omicidi, tutte le ossa rotte e le teste spaccate; la notte cilena e le mani alzate – in tanti e troppi sensi – a Bolzaneto.
e quindi c’è questa foto, fatta da non so chi (sta qui con le altre), che rappresenta, ferma, ricorda il restauro del graffito di via Bramante a Milano (‘restyling’ hanno scritto, e fa un po’ ridere; ed è ancora più meta, esser contro la globalizzazione e parlar a-mmmericano), fatto il 21 luglio di quest’anno (21 luglio…). immagine di un’immagine di un’immagine. e quest’ultima – immagine – è simbolo e vale per sempre. per ricordare, non rifare, non sbagliare ancora.
e siamo sommersi nelle immagini, delle immagini delle immagini. delle immagini. ma di alcune abbiamo ancora bisogno, per dire tutto, senza il fiato e la contrazione delle corde vocali. senza parole. eccola qui, la (mia) foto dell’anno:

Quanto sei bella Trastevere… Dicembre 13, 2007
Posted by 0mrt0 in arte, intervallo, luoghi, ricordi, roma.Tags: , fotografia, mostra fotografica, Museo di Roma, rioni, Trastevere
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MRT CONSIGLIA.
Oltre un secolo e mezzo di storia urbana, sociale, culturale e produttiva di un rione millenario dalla forte identità raccontato attraverso più di 400 scatti fotografici.
La mostra “Trastevere. Società e trasformazioni urbane dall’Ottocento ad oggi” sarà ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 15 dicembre al 24 marzo 2008.
E’ un viaggio attraverso gli interventi realizzati e quelli rimasti incompiuti per ripercorrere la storia e i cambiamenti vissuti dal rione romano.
La mostra, frutto di ricerche iconografiche, archivistiche e sui periodici dell’epoca, si articola in sei sezioni.
CHE POI, TRASTEVERE E’ MASCHIO O FEMMINA? MAH…
Sara e Alessia.avi Dicembre 7, 2007
Posted by 0mrt0 in arte, internet, intervallo, media.Tags: andy worhol, arte, empire state building, filmati, forza chiara, perugia, sara e alessia, sesso
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DALLA RETE. Sara e Alessia si baciano. per minuti, minuti. è l’atrio di una scuola – secondaria superiore, immaginiamo – sentiamo la voce di un ragazzo, la voce leggera, giovane di un giovane regista.
Sara e Alessia si baciano, alla francese. li-mo-na-no. per minuti, minuti.
non si vede altro; questo non è il video di Forza Chiara (ragazzina di Perugia, che fa sesso sul divano con il suo amichetto/fidanzato – quella che si disse: ha tentato il suicidio!); e non è la fanciulla molto minorenne di Ancona che fa sesso di gruppo coi compagni di classe, mentre gli altri fanno il tifo. nemmeno Quant’è figa Paola si spoglia a scuola.
qui Sara e Alessia sono vestite, per tutto il tempo. solo: si baciano. franch kiss. amore? e il ragazzo dalla voce non formata che riprende col telefonino, regista del bacio, dà indicazioni – su giù sotto, brave ecc.
qui Sara e Alessia sono l’Empire State Building ripreso per ore ore e ore da Andy Worhol.
qui, Sara Alessia e il nostro regista infante sono l’Arte, sono l’istante in cui un essere umano può essere Arte e la ripresa di Sara e Alessia che si baciano è la trascrizione di questo loro momento, del momento in cui sono state: giovani, incoscienti, innocenti e perverse. e la perversione non è nell’essere giovani donne che si baciano, nell’essere dirette dal giovane regista.
sono perverse perché sono sfacciatamente strumento, terribilmente oggetto, quadro, modelle, tela.
esprimono: noi, tu, io tutti quanti, i tempi, l’estetica del Mondo, l’utilità del Mondo.
le cugine Cappa siamo noi: l’esasperazione dell’immagine Novembre 27, 2007
Posted by 0mrt0 in arte, cronache, internet, rete.14 comments
TRANI. perché sul serio la cronaca non m’interessa. e, son convinto, interessa a nessuno – anche se il bombardamento è a tappeto; giorni fa, al caffè delle 14 p.m., sento una fanciulla, al tavolino accanto, dire: ma lo sai che Amanda se li scopava sui treni, in bagno. a me mai, diciamo tutti, senza sorpresa: sempre preso il rapido Taranto-Ancona (seconda classe), mai incontrata Amanda.
la cronaca si fa interessante a posteriori, e non per sapere chi ha usato gli zoccoli o i coltelli, su chi, lasciando quale dna. che, alla fine, chi se ne frega.

prendi le gemelle Cappa: loro approfittano dell’omicidio della cugina per fare un fotomontaggio; ci solo loro due e Chiara; loro hanno un riflettore puntato addosso – nel vero senso della parola, sono investite dalla luce – mentre Chiara è sotto una luce molto meno forte. ingenue, a dir poco.
a questo punto scatta la ritorsione; sulla rete spuntano decine e decine di montaggi: le due a piazzale Loreto; con l’esplosione della bomba H o il Titanic che affonda, alle spalle; con Corona, Lapo e la Franzoni; con Arnold, il finto bambino del telefilm dei magnifici ottanta; in macchina con Sircana che guarda i trans. sono ovunque, con chiunque. (continua…)

