non è vero che mi dilungo spesso. non è vero Gennaio 4, 2008
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TRANI. io e il mio amico siamo seduti, parliamo. cerchiamo di capire cosa sia il Male.
cioè, in realtà ci stiamo facendo fuori una vecchia bottiglia – glengrant: sull’etichetta c’è scritto 1980; tovata chissà dove, avanzo di una cesta natalizia (probabilità: 96 percent), che i settanta erano finiti da 10 minuti. l’odore è di alcol; il gusto meno pulito di quanto dice la pubblicità.
nel complesso ci sta, ci sta tutto. ci sta bene.
dicevo: stiamo cercando di capire cosa sia il Male. Lui dice che è il Sistema, i soldi che tutto giudicano; ce li hai: bene, non ce n’hai: sei un fottuto reietto, puzzi. L’assenza di Pensiero, dice il mio amico, ecco il Male. (continua…)
Bancarelle, ovvero: Venezia viva (?) Dicembre 26, 2007
Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.Tags: bancarelle, ghetto, la vera Venezia, Natale, Strada Nova, venezia
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Che non si chiamasse tutta Strada Nova non l’ho mai saputo fino a qualche mese fa: quando per scoprire dov’è il ristorante giapponese ho saputo che quel tratto si chiama “Lista di Spagna”. Apperò. Strada Nova si sviluppa dalla stazione (cioè, lì si chiama Lista di Spagna) e t’accompagna quasi fino a Rialto: si ferma in un campo che si chiama Santi Apostoli: da lì hai l’unico cinema vero rimasto in città (il Giorgione: e pensare che qualche decina d’anni fa erano una ventina, i cinema), oppure puoi girare a destra e andare a Rialto, oppure tirar dritto e andare all’ospedale. Anche quella è una bella zona.
Strada Nova ti fa sfiorare il ghetto ebraico (con le sinagoghe, e una bellissima libreria piena di libri usati e rari, e un ristorantino niente male, giusto all’imboccatura del ghetto), mentre attraversa una parte della città. È una delle parti più famose ma ad alta concentrazione di veneziani: per capirci, se a San Marco o Rialto ci sono cento turisti, in Strada Nova a passeggio ne trovi sessanta, non troppi di più. Un mondo diverso, molto locale, anche se: se sei proprio intenzionato a conoscere i veneziani veri, ti conviene fare una fondamenta in più e camminare per la Fondamenta della Misericordia, oppure spingerti dall’altra parte della città a guardare l’altra laguna, Murano-Torcello-Burano, sulle Fontamenta Nove. O ancora: superar San Marco e arrivare ai Giardini, Via Garibaldi (unica via in tutta la città, in un mare di calli), Sant’Elena (con lo stadio). Quella è la Venezia vera, sempre più abbandonata a sé stessa: sempre più aggrappata a sé stessa, forse incapace di muovere un passo in acque diverse, che non siano filtrate dalle bocche di porto. Come se l’orizzonte dovesse sempre avere il Lido da una parte, e Porto Marghera dall’altra.
Il paese che rende folli!!! Dicembre 21, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, media, notizie, roma, sistema, società.Tags: Asterix, esterno, incidenti, ispettori, lavoro, manager, ministero, Obelix, populismo, pubblica amministrazione, sicurezza, sindacato
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Ricordate le 12 fatiche di Asterix? La peggiore era senza dubbio “La casa che rende folli”
ROMA. A Roma c’è un ufficio dove gli ispettori del Lavoro dovrebbero fare al più presto un controllo: è l’ufficio degli ispettori del Lavoro. Coloro che per mestiere verificano il rispetto delle norme nei cantieri, nelle società private o nelle amministrazioni pubbliche, tutti i giorni vanno a lavorare in una sede dove le regole vengono violate sistematicamente.
La palazzina si trova in vicolo D’aste, al Portonaccio, un quartiere di Roma famoso per i resti archeologici. E a questa particolarità sembrano liberamente ispirati i sistemi di sicurezza e le dotazioni in uso agli ispettori del Lavoro. In questo palazzo le uscite di sicurezza sono inagibili, per ripararle bisognerebbe chiamare una ditta ma non ci sono i soldi. Manca il certificato di prevenzione incendi, per ottenerlo ci vorrebbe un progetto di ristrutturazione della sede redatto da un professionista, ma non ci sono i soldi. L’impianto di riscaldamento non funziona, perché la caldaia si è rotta, andrebbe aggiustata ma non ci sono i soldi. In questi giorni la temperatura nei locali è di 10 gradi, per scaldarsi i dipendenti si sono attrezzati con le stufette elettriche, ma ormai ce ne sono troppe, spesso salta la corrente e si resta tutti al buio. Eh, non ci sono i soldi!
Ti è mai successo? Sì, davvero: è successo anche a te? Dicembre 20, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, società, trani.Tags: cassandra, dannato, dannazione, distanza, lontananza, massa, mondiali, telecronaca
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Ti è mai successo di trovarti per strada, una di quelle sere strane, di vicinanza collettiva: chessò c’è l’Italia che gioca ai Mondiali e tu per un cazzo o per l’altro (cazzo = motivo) non sei ancora davanti al televisore e vivi la voce del telecronista spe-zze-tta-ta?

A tratti; ti avvicini, ti allontani dalla finestra, dalla fonte, ti riavvicini, riallontani, e così via.
Sei escluso dall’immagine collettiva, da quello che tutti stanno vedendo; ne hai un riflesso, ne sei lontano.
Ma quella distanza non è un problema, per te. Ci sei abituato.
Battiato diceva: “restare calmo e indifferente, mentre tutti intorno a te fanno rumore-ee”. Così – o, almeno, una cosa del genere. se ti è successo, se ti succede: continua a leggere…
son pazzi codesti francesi! Dicembre 20, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, internet, rete.Tags: foto, francia, italia, Laure Manaudou, rete, sprecando internet
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e sì che lo si sapeva. è bastato solo scrivere “laure manaudou” e son arrivati li francisi (a centinaia)!

Milano-(Venezia)-Roma-Trani Dicembre 16, 2007
Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.Tags: mestre, pendolare, polveri sottili, ponte delle libertà, venezia, ventennio
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[c'è sempre l'acqua in queste cronache che ci regala Matteo, da Venezia. ed è struggente Venezia, come nessun'altra città, nessun'altra provincia]
Pendolo
Non so bene come sia nelle altre città, ma fare il pendolare tra la terraferma e Venezia è un imbuto. Migliaia di strade, fino a Mestre: da lì in avanti, un’unica linea tirata dritta (o quasi). Non ci son santi, molli la città e inizia il ponte (anche se lo chiamiamo Vempa, quel pezzo), oppure prendi il treno e viaggi parallelo, attraversi Porto Marghera e guardi le auto che sfrecciano, ché se la giornata è di quelle buone le vedi controluce col sole che riflette cancaro sull’acqua.

Un topo senza paura Dicembre 14, 2007
Posted by 0mrt0 in cronache, notizie, rete.Tags: , automobili, blocco tir, coraggio, petrolio, proteste, topi
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…ovvero il teatro degli orrori (che inventiamo)…
Ci voleva proprio questo blocco degli autotrasportatori. Sia chiaro, non ce l’ho con loro più di tanto. Egoisticamente, avevo il frigo pieno, in città uso la bicicletta e non dovevo prendere le autostrade.
Avranno avuto i loro motivi, come i tramvieri, i piloti, i controllori di volo, i ferrovieri, i tassisti, i farmacisti, i medici, gli insegnanti, i ciclisti, i divi della tv e del cinema, gli artigiani, i banchieri, i ristoratori, i gelatai, il clero, i calciatori, gli ultras, le veline, i metronotte, i bloggers.
Comunque, tra parentesi, anche la forma della protesta è importante, se ne parlava anche ieri. Così, almeno per me, il tipo di protesta scelto è stato controproducente. Ovvero la forma ha attirato molta attenzione distogliendola dalla cosa più importante: i motivi della protesta stessa. (continua…)
Il passo del gambero Dicembre 14, 2007
Posted by 0mrt0 in Nord, cronache, milano, ricordi, sogni.Tags: , Calabresi, circolo anarchico ponte della ghisolfa, gambero, Piazza Fontana, Pinelli
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Continuo a sentire ronzare voci, consigli, suggerimenti: lasciamoci alle spalle certe stagioni, bisogna guardare avanti.
Questa frase non la sopporto. E lo raccomandano opinionisti, lo sento dire dai telegiornali.
Intanto si fondano partiti proporzionali con vocazioni maggioritarie.
Con gesti più o meno spettacolari. Si fanno prove di dialogo.
Si ricordano alcune storie solo se inevitabili, se non ci si può sfuggire. In quei casi è consigliabile unirsi nel dolore di sinistra e compiangere il caduto di destra. Si rivede, si impasta, si revisiona.
In ogni caso meglio non alzare i toni. Non ricordare troppo, Perché? Si potrebbero alimentare tensioni, vendette, ritorsioni. Veleni, insomma.
Ma non vi bastano quelli che abbiamo?

eppure lo sapevamo anche noi