A trentun’anni avrei già dovuto Gennaio 2, 2008
Posted by 0mrt0 in Blogroll, arte, internet, libri, sogni.add a comment
[questa l'ho trovata sul blog di Roberto Carvelli, qui per l'esattezza. mi piace molto e la propongo anche qui]
La sega è un attimo
di Alberto Calligaris
A trentun’anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale – invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l’affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d’anni
la sega è un attimo.
L’isola di Utopia Dicembre 25, 2007
Posted by 0mrt0 in intervallo, libri, luoghi, sistema, società.Tags: comunismo, comunismo medievale, isola di utopia, more, tommaso moro, utopia
9 comments
Utopia è un luogo inesistente, e, insieme, un luogo bellissimo. Thomas More se lo inventa un secondo dopo la fine del Medioevo, nel 1516 – nel suo libro scritto nella lingua di noialtri, il latino, De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia.
2007 (quasi 2008) – 1516 = ?

da Wikipedia:
“Raffaele Itlodeo, viaggiatore-filosofo, è il primo europeo a raggiungere l’isola di Utopia, una societas perfecta, creato dal suo primo re Utopo che con un opera titanica ha tagliato l’istmo che la congiungeva con il continente. Utopia è divisa in 54 città, tra le quali la capitale Amauroto. Utopia, a differenza dell’Inghilterra, ha saputo risolvere i suoi contrasti sociali, grazie ad un innovativo sistema di organizzazione politica: la proprietà privata è abolita, i beni sono in comune, il commercio è pressoché inutile, tutto il popolo inoltre è impegnato a lavorare la terra circa sei ore al giorno, fornendo all’isola tutti i beni necessari. Il resto del tempo deve essere dedicato allo studio e al riposo. In questo modo, la comunità di Utopia, può sviluppare la propria cultura e vivere in maniera pacifica e tranquilla”.
[tanto per dire: Erasmo da Rotterdam dedicò Elogio della follia a Thomas More]
Ormai è allarme-svedesi! Novembre 9, 2007
Posted by enpi in controradio, cronache, libri, riviste, roma, trani.Tags: assassini, assassini svedesi, Best off, controradio, emergenza, Foster Wallace, immigrazione, prostitute, svedesi
5 comments
Sono già 650.000 gli svedesi in Italia ed è solo una stima al ribasso. Da quando la Svezia è entrata nell’Unione Europea il flusso migratorio è inarrestabile: gli svedesi vengono nel nostro paese per rubare, uccidere, prostituirsi.
Il governo corre ai ripari con il nuovo decreto espelli-lo-svedese, ma come al solito si muove quando i buoi sono scappati dal recinto.
Fino a quando dovremo sopportare tutto questo? Fino a quando le nostre vie – un tempo fiorite e ridenti – dovranno essere un mercificio di bianche e sode carni scandinave?
Solo oggi – dopo le insistite proteste del glorioso blog Milano-Roma-Trani – una tendopoli fatta di divano-letti indecorosi e librerie bianche Ikea costruita in sole due ore da coppie svedesi sul patrio Tevere, è stata finalmente demolita!
Quanto? Quanto ancora dovremo aspettare, prima che tutti gli svedesi siano allontanti? Perché non se vanno in Norvegia poi – ci chiediamo noi di MRT?
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e mentre l’emergenza svedesi tiene desti gli italici cuori, ecco di cosa si parlerà domattina alle 11 a Controradio:
- di Una cosa divertente che non farò mai più, di David Foster Wallace
- dei tre Best off, 2005 a cura di Antonio Pascale, 2006 Giulio Mozzi, 2007 Mario Desiati.
saluti e buon ascolto
[piccolo aggiornamento: si è finiti a parlare anche di nazione indiana - inevitabile visto l'argomento Best off - e dell'ultimo numero di Inutile, scaricabile qui - e questo chissà perché...]

Dopo il ‘resistere, resistere, resistere’, il ‘leggere-leggere-leggere’ di MRT. Vibrisselibri in occasione del suo primo compleanno (auguri!), aggiunge un nuovo titolo al suo catalogo: Canti emiliani dei morti di Giuseppe Caliceti. Come per tutti gli altri libri è possibile scaricare (aggratis) il pdf,