Bancarelle, ovvero: Venezia viva (?) Dicembre 26, 2007
Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.Tags: bancarelle, ghetto, la vera Venezia, Natale, Strada Nova, venezia
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Che non si chiamasse tutta Strada Nova non l’ho mai saputo fino a qualche mese fa: quando per scoprire dov’è il ristorante giapponese ho saputo che quel tratto si chiama “Lista di Spagna”. Apperò. Strada Nova si sviluppa dalla stazione (cioè, lì si chiama Lista di Spagna) e t’accompagna quasi fino a Rialto: si ferma in un campo che si chiama Santi Apostoli: da lì hai l’unico cinema vero rimasto in città (il Giorgione: e pensare che qualche decina d’anni fa erano una ventina, i cinema), oppure puoi girare a destra e andare a Rialto, oppure tirar dritto e andare all’ospedale. Anche quella è una bella zona.
Strada Nova ti fa sfiorare il ghetto ebraico (con le sinagoghe, e una bellissima libreria piena di libri usati e rari, e un ristorantino niente male, giusto all’imboccatura del ghetto), mentre attraversa una parte della città. È una delle parti più famose ma ad alta concentrazione di veneziani: per capirci, se a San Marco o Rialto ci sono cento turisti, in Strada Nova a passeggio ne trovi sessanta, non troppi di più. Un mondo diverso, molto locale, anche se: se sei proprio intenzionato a conoscere i veneziani veri, ti conviene fare una fondamenta in più e camminare per la Fondamenta della Misericordia, oppure spingerti dall’altra parte della città a guardare l’altra laguna, Murano-Torcello-Burano, sulle Fontamenta Nove. O ancora: superar San Marco e arrivare ai Giardini, Via Garibaldi (unica via in tutta la città, in un mare di calli), Sant’Elena (con lo stadio). Quella è la Venezia vera, sempre più abbandonata a sé stessa: sempre più aggrappata a sé stessa, forse incapace di muovere un passo in acque diverse, che non siano filtrate dalle bocche di porto. Come se l’orizzonte dovesse sempre avere il Lido da una parte, e Porto Marghera dall’altra.
Milano-(Venezia)-Roma-Trani Dicembre 16, 2007
Posted by 0mrt0 in MS, Nord, cronache, luoghi, venezia.Tags: mestre, pendolare, polveri sottili, ponte delle libertà, venezia, ventennio
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[c'è sempre l'acqua in queste cronache che ci regala Matteo, da Venezia. ed è struggente Venezia, come nessun'altra città, nessun'altra provincia]
Pendolo
Non so bene come sia nelle altre città, ma fare il pendolare tra la terraferma e Venezia è un imbuto. Migliaia di strade, fino a Mestre: da lì in avanti, un’unica linea tirata dritta (o quasi). Non ci son santi, molli la città e inizia il ponte (anche se lo chiamiamo Vempa, quel pezzo), oppure prendi il treno e viaggi parallelo, attraversi Porto Marghera e guardi le auto che sfrecciano, ché se la giornata è di quelle buone le vedi controluce col sole che riflette cancaro sull’acqua.

Il passo del gambero Dicembre 14, 2007
Posted by 0mrt0 in Nord, cronache, milano, ricordi, sogni.Tags: , Calabresi, circolo anarchico ponte della ghisolfa, gambero, Piazza Fontana, Pinelli
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Continuo a sentire ronzare voci, consigli, suggerimenti: lasciamoci alle spalle certe stagioni, bisogna guardare avanti.
Questa frase non la sopporto. E lo raccomandano opinionisti, lo sento dire dai telegiornali.
Intanto si fondano partiti proporzionali con vocazioni maggioritarie.
Con gesti più o meno spettacolari. Si fanno prove di dialogo.
Si ricordano alcune storie solo se inevitabili, se non ci si può sfuggire. In quei casi è consigliabile unirsi nel dolore di sinistra e compiangere il caduto di destra. Si rivede, si impasta, si revisiona.
In ogni caso meglio non alzare i toni. Non ricordare troppo, Perché? Si potrebbero alimentare tensioni, vendette, ritorsioni. Veleni, insomma.
Ma non vi bastano quelli che abbiamo?
come si muore in Italia Dicembre 6, 2007
Posted by 0mrt0 in Nord, Sud, cronache.Tags: acciaieria, morti bianche, ospedale, torino, vibo, vibo valentia
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TORINO. questa notte, un incendio nello stabilimento torinese della ThyssenKrupp, ha ucciso un operaio, ferendone altri nove; di questi almeno tre sono in gravissime condizioni. in quella stessa acciaieria si era sviluppato un altro incendio quattro anni fa.
VIBO VALENTIA. una ragazza di sedici anni è morta in ospedale, dopo essere stata ricoverata per un ascesso. a gennaio un’altra sedicenne, nello stesso ospedale, era morta; la causa: un black out di dodici minuti mentre era sotto i ferri in sala operatoria. il monitor dell’anestesia non era stato collegato al gruppo di continuità.
così si muore in Italia: di lavoro (oltre 100 al mese; 1.000.000 di feriti all’anno); di black out in sala operatoria e di ospedali. così si muore in un Paese civile.
[sull'incendio all'acciaieria: qui]
eppure lo sapevamo anche noi
