non è vero che mi dilungo spesso. non è vero Gennaio 4, 2008
Posted by 0mrt0 in cronache, intervallo, sistema, sogni, trani.Tags: Bene, bere fa bene, Male, max gazzè, mi dilungo, notte
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TRANI. io e il mio amico siamo seduti, parliamo. cerchiamo di capire cosa sia il Male.
cioè, in realtà ci stiamo facendo fuori una vecchia bottiglia – glengrant: sull’etichetta c’è scritto 1980; tovata chissà dove, avanzo di una cesta natalizia (probabilità: 96 percent), che i settanta erano finiti da 10 minuti. l’odore è di alcol; il gusto meno pulito di quanto dice la pubblicità.
nel complesso ci sta, ci sta tutto. ci sta bene.
dicevo: stiamo cercando di capire cosa sia il Male. Lui dice che è il Sistema, i soldi che tutto giudicano; ce li hai: bene, non ce n’hai: sei un fottuto reietto, puzzi. L’assenza di Pensiero, dice il mio amico, ecco il Male. (continua…)
A trentun’anni avrei già dovuto Gennaio 2, 2008
Posted by 0mrt0 in Blogroll, arte, internet, libri, sogni.add a comment
[questa l'ho trovata sul blog di Roberto Carvelli, qui per l'esattezza. mi piace molto e la propongo anche qui]
La sega è un attimo
di Alberto Calligaris
A trentun’anni
avrei già dovuto conquistare la Persia
avessi avuto un maestro come Aristotele
adesso non pulirei ruote di seggiolini per vivere
il trucco è tutto lì
qualcuno che ti dica che se vuoi
puoi conquistare la Persia
invece con i 6 presi
riesci a pagare il mutuo
andare al mare in vacanza e portare a spasso il cane
che è abbastanza
ma qualcun altro conquisterà la Persia
e tu lo leggerai sul giornale
e poi metterai il giornale in una borsa
e aspetterai che sia piena
per portarla alla raccolta differenziata
e sembrerà tutto normale – invece è la tua vita che continua
con le minestre solubili il dentista e l’affitto
e ogni notte prima di addormentarti
senti come se avessi dimenticato di fare qualcosa
e ti alzi a controllare il gas
e per un istante ti viene in mente che forse avresti dovuto
conquistare la Persia
ma ti vengono in mente tutte le cassiere del supermercato
che scopano tra di loro
e per la Persia ti ci vogliono ragionevolmente almeno una decina
d’anni
la sega è un attimo.
Il passo del gambero Dicembre 14, 2007
Posted by 0mrt0 in Nord, cronache, milano, ricordi, sogni.Tags: , Calabresi, circolo anarchico ponte della ghisolfa, gambero, Piazza Fontana, Pinelli
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Continuo a sentire ronzare voci, consigli, suggerimenti: lasciamoci alle spalle certe stagioni, bisogna guardare avanti.
Questa frase non la sopporto. E lo raccomandano opinionisti, lo sento dire dai telegiornali.
Intanto si fondano partiti proporzionali con vocazioni maggioritarie.
Con gesti più o meno spettacolari. Si fanno prove di dialogo.
Si ricordano alcune storie solo se inevitabili, se non ci si può sfuggire. In quei casi è consigliabile unirsi nel dolore di sinistra e compiangere il caduto di destra. Si rivede, si impasta, si revisiona.
In ogni caso meglio non alzare i toni. Non ricordare troppo, Perché? Si potrebbero alimentare tensioni, vendette, ritorsioni. Veleni, insomma.
Ma non vi bastano quelli che abbiamo?
L’epopea di Gilgamesh – Primo e ultimo atto Dicembre 11, 2007
Posted by 0mrt0 in ricordi, sogni.Tags: , incendio, incubo, teatro
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(Il sipario prende fuoco e poi dà fuoco, cade sulla scena e sulla platea, accende, arde, abbrustola, stritola il pubblico in un ultimo abbraccio. La papera cerca di volare via, ma il loggione, crudele, crolla sotto il peso dell’anonimato. E del grasso cummenda che contribuisce. Il suo orologio da taschino rimane appeso al lampadario che, efferato, soddisfa la sua eterna tensione e schianta fragoroso al pavimento. Finalmente.
Intanto il monocolo s’infrange. Le schegge, mai state troppo lucide, rinsaviscono e rimbalzano sulle persone impazzite.
I soldi bruciano e il teatro è il luogo in cui tutti, ma proprio tutti, finalmente, si riscoprono. Funzionari, nostromi, imbalsamatori, rigattieri, appaltatori di anime, panciuti, ipocefali, accidiosi, calvi, barbuti, pressappoco tutti uguali.
Lo zecchino cede, indifeso, al movimento della scala a chiocciola e si ritrova giù, al piano di sotto. La papera lo osserva e rotola giù con lui. Uno tintinna. L’altra starnazza.)
Questo è un amore di contrabbando Dicembre 4, 2007
Posted by 0mrt0 in luoghi, milano, ricordi, sogni.Tags: Ciao, città, Leonardo da Vinci, provincia, Stalingrado
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Domani esce questo sondaggio su Milano.
Però a questa città, non ci posso fare nulla, ormai ci sono affezionato. E sono abbastanza stufo. Non vorrei più sentire il paragone con Roma e ficcarmi nel solito provinciale vicolo cieco del confronto padano-ciociaro. Provinciale dicevo.
Che poi siccome questo blog parla di provincia sarebbe pure appropriato.
Ma non voglio ficcarmici. Basta paragoni con Roma (che anche io adoro, peraltro, come si può farne a meno?). Come scriveva lecoincidenze l’amore per Roma lo si dichiara. E lo faccio anch’io. Bastano due righe. E tutti capiscono. E’ giusto così.
Un giorno e un posto qualunque Dicembre 2, 2007
Posted by 0mrt0 in luoghi, ricordi, sogni.Tags: landa desolata, periferie, promeneur, provincia, soldi
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[rubato - ma abbiamo chiesto il permesso - da promeneurs.wordpress.com. (una cronaca dalla periferia di quelle che piacciono a noi di MRT)]
di promeneur
vi scrivo dalla landa desolata…è così che chiamavano la mia terra i miei amici cittadini…la landa desolata che tutti lasciano ed in cui tutti dicono di voler tornare ma che non cambierebbero per nulla al mondo con le loro città piene di posti giusti, di contatti, di eventi culturali e di vita vera…
questa volta sono io a rimanere nella landa desolata…
mia madre dice che è così la vita…che devo pensare a costruire la mia di vita senza pensare troppo a chi c’è o chi non c’è accanto a me…
dicono che nelle piccole città è più facile perchè ci si conosce tutti…
dicono che è più facile perchè puoi raggiungere tutto più facilmente…
io dico solo che pensavo fosse più facile, che pensavo fosse tutto più raggiungibile…invece giorno dopo giorno mi ritrovo a riflettere sul senso da dare alle mie giornate…al perchè mi ritrovo a passare le mie 10 ore quotidiane a lavoro e sul perchè continuo a dirmi che vorrei guadagnare di più quando non avrei nè il tempo nè la forza per spendere i miei soldi…
Vita mia, a noi due Novembre 20, 2007
Posted by enpi in milano, sogni.5 comments
Un amico mi ha chiesto di scrivere di Milano. Mi piace iniziare da Milano.

Stamattina c’è un uomo seduto su un marciapiedi che guarda passare Milano di fronte a lui. Milano non ricambia tanta attenzione. E’ abbrancicato da un cappotto che sembra la Gestapo, ma con capelli lunghi e barba sporca e viceversa. Niente brillantina tedesca. Lui è immobile, ripugnante e lercio e Milano, elegante, pulita, frettolosa, deve andare.
Io vado al lavoro. Sono sulla mia bici verde e oro fiammante, fermo al semaforo e cerco di stare dietro alla città. Oggi ho dimenticato la maschera antigas, la riserva di aria buona, la tuta e il casco da astronauta e mi inebrio della mia dose quotidiana di particelle nerissime e piccolissime. Sono pronto sul pedale che se diventa verde mi tocca partire veloce o Milano mi sorpassa. Devo concentrarmi sul semaforo a destra. Quando diventa giallo io devo partire. Prima del mio verde. Sennò sono spacciato. Lo fisso. Determinato. Conosco i tempi di tutti i semafori a Milano.
E so partire in anticipo.
Mentre mi sto alzando sul pedale vedo quell’uomo seduto sul marciapiede che attira la mia attenzione con ampi cenni delle braccia. Urla proprio verso di me, mi chiama per nome. Allora tiro il freno e non parto.
Il mio sguardo non lo vedo perchè è mio. Ma lo posso immaginare: perplesso, interrogativo e anche un pò incazzato, che Milano ormai è passata. Irraggiungibile.
Chi sarà questo tizio? Un vecchio amico che non vedo da anni, che magari ho dimenticato, che si è fatto crescere barba e capelli? Solo uno che sta lì a guardare Milano che passa? Un Mengele fuori tempo massimo? Sto per scendere dalla bici per andare verso di lui, quando un botto forte mi fa girare.
Il 29 fa il giro della città ininterrottamente, almeno da 14 anni, quelli che ho vissuto finora qui. Gira. Stanco e lento. Un dinosauro con un occhio pallido. Doppio e snodabile. E’ passato col rosso, il semaforo, quello alla mia destra, e si è infrociato contro Milano che correva.
E ora non corre più.
Mi accorgo che il mio sguardo è cambiato. O almeno io lo immagino diverso: spaventato, sorpreso, incredulo. Giusto il tempo di girarmi verso quell’uomo, il nazista che mi ha salvato, forse, la vita.
E ora ride, sguaiato e rumoroso, perchè Milano è lui.
eppure lo sapevamo anche noi